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Medimex 2018 sbarca a Taranto e la città ottiene la sua rivincita

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Si parla sempre più spesso di piccole e grandi rivoluzioni, specie nel campo della digitalizzazione che muove nuovi tasselli verso una società più “intelligente“. Poi accade che la sfida viene ad essere quella di una città, che vuole mostrare il suo lato più progressista, non solo in campo politico.

E poi c’è Medimex: l’International festival e music conference promosso dall’associazione Puglia Sounds, che da diversi anni infiamma la città di Bari, verso i nuovi confini della tecnologia e dei linguaggi musicali, muovendo un pubblico sempre più numeroso.

La rivoluzione di quest’anno è stata forse più significativa, in seguito all’idea anche un filo provocatoria, di spostare la manifestazione, dal capoluogo pugliese, alla città di Taranto.

Una scelta dal forte valore simbolico per un luogo, che sta cercando strenuamente di emanciparsi dal legame con le vicende dell’Ilva, attraverso un serie di iniziative che tendono a portare avanti il linguaggio della cultura e dell’arte, rispetto alla politica.

Secondo le stime degli organizzatori, ancora provvisorie, il risultato ad oggi è da considerarsi sensazionale, con una stima di circa circa 60.000 persone, presenti all’evento che si è concluso ieri, domenica 10 giugno.

Numeri da vero record, per un festival che ha puntato tutto sul potere della cultura, per riscattare lo spirito di una città troppo spesso associata all’inquinamento e alla speculazione industriale.  Tantissimi gli eventi che hanno caratterizza questa nuova edizione di Medimex: dall’installazione di luci e laser di Arthur Duff che hanno adornato il Castello Aragonese con la scritta “Sea”, alla mostra su Kurt Cobain e il grunge presso il museo archeologico MarTa, fino ai grandi ospiti che si sono esibiti sul grande palco: Emma, Giuliano Sangiorgi dei Negramaro e lo storico batterista dei Sex Pistols, Paul Cook.

Due gli eventi di punta della manifestazione: Kraftwerk e Placebo. I leggendari maestri dell’elettronica sperimentale tedesca, da sempre grandi innovatori del connubio suono/immagine, hanno regalato in esclusiva, un concentrato di musica elettronica interamente in 3D, traducendo in suoni lo spirito della città dei due mari.

A chiudere le danze, i Placebo che hanno condiviso con un pubblico venuto da ogni parte d’Italia, i loro 20 anni di carriera. Non sono mancate le presentazioni di libri, workshop sul mondo del lavoro nel campo musicale e anche incontri tra musicisti locali e i produttori delle più grandi etichette internazionali, a suggellare  un incontro tra musica, arte, tecnologia e società e che, come ha sostenuto il coordinatore di Puglia Sounds, Cesare Veronica; “sono state capaci di fare una piccola rivoluzione, e cioè rilanciare la bellezza di questa città”.

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