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Michelin Energy Saver è il prodotto eco-friendly dell’azienda francese produttrice di pneumatici Michelin. Mostrato al pubblico durante il Salone Internazionale di Ginevra nel lontano 2008, Michelin Energy Saver è stato il pioniere della nuova generazione di pneumatici ecologici.

Al lancio la nuova generazione di pneumatici offriva un risparmio di carburante di circa 0,2 litri per 100 km ed una grande riduzione delle emissioni di CO2 di 4g per km.

Michelin Energy Saver non è solo un pneumatici ecologico, ma possiede molti punti di forza: longevità e spazi di frenata contenuti, prestazioni di primo ordine che hanno portato numerosi produttori automobilistici ad adottarlo come primo equipaggiamento per le proprie automobili: Peugeot, Mercedes-Benz, Volvo, Fiat, Renault e Toyota.

Tali risultati sono stati raggiunti in seguito a grandissimi investimenti, Michelin spende quasi 600 milioni di € l’anno per garantire ai consumatori nuove tecnologie e porre al centro della questione la riduzione dell’impatto ambientale, divenuta per l’azienda una priorità assoluta.

Secondo un sondaggio del Research International, le maggiori preoccupazioni degli automobilisti circa i numerosi modelli di pneumatici sono: sicurezza, longevità e consumo di carburante.

Chi acquista pneumatici desidera un prodotto che sicurezza in ogni condizione di guida. Il 72% dei consumatori ritiene che la durata dei propri pneumatici potrebbe essere migliorata. Oltre il 58% delle persone intervistate è interessata a soluzioni tecnologiche in grado di migliorare l’efficienza energetica della propria auto.

Così Michelin è riuscita a produrre un pneumatico in grado di soddisfare tutte le richieste dei consumatori.

Alcune statistiche europee hanno attribuito alla pioggia la causa maggiore di incidenti automobilistici.

Nei test su fondo bagnato effettuati dal tedesco TÜV SÜD Automotive, una vettura equipaggiata con Michelin Energy Saver che procede ad 80 km/h ha una distanza di frenata fino a tre metri inferiore rispetto allo stesso veicolo equipaggiato con pneumatici della precedente generazione.

Il conflitto tra spazi di frenata e resistenza al rotolamento

Quando si parla di un pneumatico, non sono in tanti a sapere che alcune delle sue caratteristiche sono in contrasto fra loro. Ecco che si manifesta, dunque, il conflitto di prestazioni; proviamo a renderlo più chiaro con un esempio: per far muovere una vettura riducendo al minimo il dispendio energetico è necessario lavorare sulla resistenza al rotolamento, diminuendola il più possibile.

Una minor resistenza, però, significa anche aderenza ridotta in maniera particolare in condizioni di strada bagnata. Un compromesso inaccettabile per chi costruisce gomme, poiché la sicurezza dev’essere il primo requisito da tenere in considerazione.

Grazie alle mescole in silice introdotte negli anni novanta, la dissipazione dell’energia si concentra nel momento in cui serve, vale a dire in frenata, mentre viene limitata quando risulta dannosa, ovvero durante il normale funzionamento della ruota.

Il conflitto di prestazioni resterà, con tutta probabilità, una questione irrisolta a dispetto degli sforzi dei costruttori, anche perché si è costretti a lavorare su miglioramenti marginali; ridurre del 10% la resistenza al rotolamento significa diminuire i consumi di una percentuale inferiore al 2%. Si tratta, insomma, di numeri minimi.