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Al Milano Fashion Week una mostra dedicata alla realtà aumentata

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Arte, immagine e stile visibili e percepibili attraverso l’universalità dei sensi. Questo il connubio di una straordinaria mostra pop-up, dedicata alla realtà virtuale, organizzata da Slowear, in occasione della “Settimana della moda milanese”.

Un percorso di 32 tavole illustrate, a cura di altrettanti artisti che hanno raccontato 32 racconti brevi, sospesi fra mondo fisico e virtuale.

La mostra organizzata in collaborazione con la rivista Wired e Alchemica, pone la moda e il design, come esperienza totale, da vivere attraverso la realtà aumentata, che aggiunge le informazioni multimediali alle immagini che l’uomo percepisce normalmente.

Introducendo i sistemi per la Augmented Reality è possibile estendere l’intera gamma delle sensazioni, semplicemente utilizzando come filtro un dispositivo mobile, come il nostro inseparabile smartphone.

In questo modo anche l’immagine statica di un quadro prende vita, estendendo gli elementi che la compongono, i quali cominciano a muoversi,  raccontando i conseguenza un’altra storia; tutto è poi accompagnato da una colonna sonora o rumori di sottofondo, che rendono l’esperienza sensibile ancora più reale.

A rendere le opere ulteriormente “Aumentate” degli illustratori, esperienza vissuta, vi è il supporto dell’applicazione Aria, realizzata da un team di animatori digitali e sviluppatori, che sono fruibili attraverso un qualsiasi smartphone o dispositivo elettronico.

Un passo nuovo e assolutamente rivoluzionario, grazie al quale la diffusione della realtà aumentata, si pone come comune denominatore futuristico di un nuovo modo di pensare e vivere l’arte e la bellezza; questo perché la realtà aumentata rappresenta una delle tecnologie capaci di dimostrare quanto sia straordinaria la fase storica del futuro in movimento.

Sono i sintomi di un’epoca in cui non sta gradualmente sparendo la distinzione tra analogico e digitale e dove le relazioni inerenti alla cultura, al business e alla comunicazione è diventato un linguaggio universale presente nella quotidianità delle nostre azioni, ma non distoglie l’obiettivo principale; migliorare la qualità della vita delle persone.

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