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Momenti di trascurabile felicità: Pif torna a Palermo per il nuovo film di Lucchetti

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La vita di Palermo, con le sue anomalie e le sue caratterizzazioni,  trasformata nuovamente in un teatro a cielo aperto, per colui che è riuscito, con poche e semplici note emotive, a raccontare anche ironicamente, la profondità e e le sfumature di una società molto diversificata, ma la cui nomea più tradizionale, resta confinata ad uno stereotipo socio-culturale molto stilizzato.

Stiamo parlando del piccolo grande “testimone”, Pierfrancesco Diliberto, alias Pif, che torna nella città che gli ha dato i natali, per girare alcune scene del nuovo film di Daniele Lucchetti.

Il giornalista, regista e attore, torna davanti alla macchina da presa per raccontare altre sottili sfumature dei personaggi da lui spesso tradotti, attraverso la storia del protagonista Paolo; un giovane vittima di uno stupido incidente stradale, che arriva in paradiso, ma anche lì, dovrà fare i conti con un’insolita burocrazia.

La mole di scartoffie celesti, si ritorce contro la “posizione” dello sfortunato ammesso al Regno dei cieli, ma è qui che la natura timidamente satirica e irriverente di Pif, prende corpo, dando slancio ad una storia, che ricorda vagamente anche un “Fantozzi in Paradiso”, sebbene molto meno caricaturale.

Dopo una serie di intralci tecnici, Paolo viene rispedito sulla Terra con la motivazione che è ancora troppo presto e che non è ancora giunto il suo momento.

A questo punto si pensa che gli sia stata concessa una seconda occasione, per sistemare magari qualcosa lasciata in sospeso; invece ciò che gli resta ancora è appena un’ora e trentadue minuti di vita.

Da questo momento, vi è una corsa contro il tempo, nella vicenda del protagonista, il quale cercherà di sfruttare questi ultimi istanti, per ricercare la semplicità e la bellezza della vita.

Nello stesso momento in cui egli pensa a cosa fare, si ritrova dove era rimasto con la mente; caschetto in testa, con lo sguardo fisso nel vuoto, a rivedere il suo incidente in motorino, nel tilt della zona Teatro Politeama.

Tratto dall’omonimo romanzo di Francesco Piccolo, “Momenti di trascurabile felicità”, ricalca una volontà scanzonata e a tratti ingenua, in una città che è capace di raccontarsi, nel bene e nel male, come una Palermo che esiste e resiste alla paura, come alla felicità, trascurabile o effimera che sia.

 

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