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Nessun nome per il Colle: domani le votazioni

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Quirinale (Fonte: Wikimedia Commons.com)

E’ la vigilia del primo giorno di votazioni per eleggere il nuovo Presidente della Repubblica e ancora non c’è un nome che possa essere classificato come vero possibile candidato che potrebbe salire al Colle. Di nomi negli ultimi giorni se ne sono fatti molti, alcuni anche piuttosto convincenti, ma le ipotesi dovranno essere confermate da coloro che domani si ritroveranno in seduta comune alla Camera dei Deputati.

E proprio qui si trovano i primi problemi, in quanto un nome gradito al premier potrebbe non piacere alla minoranza democratica, o un nome proposto da Forza Italia non ha l’appoggio degli altri alleati di centro destra. Il personaggio politico che era visto come più papabile anche per Berlusconi era Sergio Mattarella, ma oggi l’incontro tra l’ex senatore e il Presidente del Consiglio ha  fatto capire che nemmeno questo potrebbe accordare le due fazioni. Quindi, per il momento è stallo tra i due rappresentati rispettivamente della destra e della sinistra italiana, che forse potrebbe risolversi domani, con un incontro nella prima mattinata.

A gettare benzina sul fuoco è anche il Movimento Cinque Stelle, che domani dichiarerà aperte le Quirinarie sul blog di Beppe Grillo, nelle quali saranno presenti i nomi di Pierluigi Bersani e Romano Prodi, i quali erano due nomi ipotizzati per la corsa, ma poi esclusi per il poco appoggio da parte dei partiti di destra. Ma se gli elettori grillini votassero realmente Prodi alle Quirinarie, si aprirebbe la strada per una sua reale corsa al posto di Capo dello Stato, in quanto potrebbe ricevere i voti di molti membri del Partito Democratico, oltre che da altre forze politiche di sinistra.

Due nomi che stanno prendendo piede nelle ultime ore sono quelli di Piero Fassino e Walter Veltroni: questi appoggiano Renzi fin dal primo giorno da segretario, sono graditi dai membri del suo partito, ma non si conosce ancora il giudizio di Berlusconi, che comunque li apprezzerebbe più di Prodi e Bersani. Sembra scartato anche il nome di Amato, come quello della Finocchiaro. Incertezza su Casini, ma pare non raggiungerà mai il numero necessario per un’elezione.

Domani ore 15 ci sarà la prima votazione, per quale occorrerà la maggioranza assoluta. Già si prevede che i più voteranno scheda bianca, in modo da arrivare alla quarta votazione in cui occorre solamente il 50% +1 per l’elezione effettiva. In mattinata forse ci sarà l’ultimo incontro tra Renzi e Berlusconi prima del voto, e alle 13 una riunione con i parlamentari del PD per le ultime considerazioni. Domani, dunque, si avrà il nome.

di Alessandro Bovo

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