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Normativa europea sul copyright: pro e contro una questione controversa

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Al via la nuova direttiva europea sul copyright.

Alle 12:30 di oggi, il Parlamento Europeo si è riunito in seduta plenaria a Strasburgo e ha votato a favore della nuova normativa sul diritto d’autore.

Dopo più di un anno e un dibattito molto acceso da parte degli operatori culturali e artistici, cambiano le regole per aggiornare il complesso di leggi relative alla tutela del diritto d’autore in Europa e il rapporto con le più piattaforme online.

A sollevare il dibattito sono stati i principali gruppi editoriali e dell’intrattenimento, che vedono una concorrenza sleale dei grandi colossi del web, Google e Facebook in testa, responsabile dello sfruttamento dei loro contenuti senza riceverne un compenso. Sostanzialmente le grandi piattaforme streaming utilizzano i contenuti multimediali a scopo di di lucro, senza però pagare le concessioni e le royalties relative ai rispettivi editori e distributori.

Sebbene il problema sia delicato, esso risulta anche controverso: poiché da un lato ci sono gli editori che accusano i social network e i motori di ricerca di usare i loro contenuti in maniera illecita; dall’altra parte vi sono le piattaforme le quali sostengono che lo sfruttamento risponde anche agli interessi degli editori, poiché l’ampiezza della copertura mediatica dei grandi colossi digitali, proprio grazie alle anteprime pubblicate sui social network o nelle pagine indicizzate dai browser, garantirebbe agli stessi un fetta più ampia di mercato.

A questo si aggiunge la questione, sollevata da più parti politiche della limitazione alla libertà d’espressione, nonché la necessità di mettere mano ad una direttiva europea, ferma al 2001, quando  su Internet non esisteva un traffico così grande e non esistevano la maggior parte dei social network, presenti oggi in rete.

Il confronto in particolare si è concentrato su due articoli; l’articolo11 e 13, i quali secondo gli oppositori potrebbero avere conseguenze pericolose per la libera circolazione delle informazioni, portando alla modifica di centinaia di emendamenti,  relativi all’utilizzo delle grandi piattaforme, escludendo però l’utilizzo privato ai link e il loro impiego non commerciale; un esempio per tutti sta nei progetti di conoscenza condivisa come Wikipedia.
In Italia la campagna di lobby da parte dell’editoria è stata molto forte, con articoli spesso schierati; molti nomi illustri tra cui il maestro Ennio Morricone e il neo presidente S.I.A.E. Mogol si sono schierati a favore della nuova direttiva.

Diverso il fronte politico, con Il PD e Forza Italia a favore della riforma, mentre Lega e Movimento 5 stelle si sono dichiarati contrari.

Al fine di evitare che piattaforme online possano esercitare una sorta di controllo su ciò che viene caricato dagli utenti, ogni fornitore di servizi online dovrebbe dotarsi di un sistema simile a “Content ID”, che è il sistema utilizzato da YouTube proprio per evitare che vengano caricati video che violano ogni possibile norma relativa al diritto d’autore.

I detrattori invece sostengono che Youtube stessa, per sviluppare questa tecnologia, abbia speso milioni di dollari, e che nonostante sia il miglior sistema in circolazione, non sempre funziona come si deve.

La questione non si risolverà facilmente, almeno fino a quando, specie fra le forze politiche, non vi sarà la consapevolezza che quella di oggi potrebbe essere l’ultima occasione utile per votare sul copyright prima delle elezioni europee della prossima primavera e che il lavoro di tanti operatori dell’arte, dell’editoria e dell’intrattenimento, deve avere maggiori tutele.

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