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Norvegia: l’artista che voleva “rubare” il sole

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Un gruppo di cittadini della tranquilla città di Rjukan in Novergia si sono radunati lo scorso 18 ottobre, increduli ma affascinati, per salutare finalmente il sole. Per la prima volta hanno infatti visto la luce solare provenire da dietro le montagne e inondare la loro amata città.

Il piccolo villaggio di Rjukan (circa 3500 abitanti) è infatti situato in una profonda valle nel Hardangervidda National Park e per questo motivo non riceve mai direttamente i raggi solari. L’artista Martin Andersen, che si è trasferito nella città dieci anni fa, ha così pensato di creare un sistema di specchi in grado di riflettere i raggi solari e irradiare la piccola cittadina tutto l’anno, anche durante gli inverni più bui.

L’ambiziosa opera, composta di tre giganteschi specchi, ha attirato presto l’interesse e la curiosità della gente. Giocare con il sole è qualcosa che ancora oggi, nell’era in cui tutto sembra possibile, molto affascinante. Molti i miti attorno alla magica palla gialla nel cielo: da Archimede che utilizzava il sole per bruciare le vele delle navi nemiche a Icaro che voleva raggiungerlo con ali di cera, fino al perfido Mr Burns che, in una famosa puntata dei Simpson, voleva oscurarlo per trarre profitti dalla produzione di energia elettrica.

“Finalmente i pallidi bambini di Rjukan potranno trarre benefici dal sole” ha dichiarato il sindaco della città.

Rjukan mirrors

Anche in Italia qualche anno fa è stato portato a termine un  progetto simile. Nel comune di Viganella, in Piemonte, tre maxi specchi (eliostati) rettangolari per un totale di 500 metri quadri, installati sulle montagne circostanti, dirigono i raggi solari verso la cittadina e in particolare verso la piazza centrale, modificando la loro posizione e la loro l’angolazione con la quale catturano i raggi a seconda delle ore della giornata, portando finalmente un po’ di sole durante i mesi invernali.

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