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Oscar, statuetta per Icarus, il documentario di Netflix

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Icarus, basato sullo scandalo del doping nello sport russo, ha vinto il premio Oscar nella categoria miglior documentario. 

Il documentario concorreva insieme a Abacus: Small Enough to Jail, Faces Places, Strong Island e Last man in Aleppo.

Icarus, diretto da Bryan Fogel e prodotto da Dan Cogan, è stato presentato in anteprima al Sundance Film Festival 2017 ed è stato acquistato da Netflix per $ 5 milioni, una delle più alte cifre di sempre per un film non-fiction.

Icarus è stato uno dei resoconti più completi sullo scandalo che ha portato alla clamorosa esclusione della Russia dalle Olimpiadi di PyeongChang 2018. 

Inizialmente però, era nato per mostrare quanto fosse facile doparsi per un ciclista amatore, ma si è imbattuto in uno dei più grandi scandali della storia dello sport russo e mondiale.

Il ciclista amatore Fogel aveva iniziato a lavorare ad un film che documentasse il suo tentativo di doparsi. Così si era messo in contatto con il  medico Grigory Rodchenkov, capo del laboratorio antidoping russo per raccontare quanto fosse facile assumere sostanze illecite al giorno d’oggi.

Dopo poche settimane dall’inzio delle riprese Rodchenkov e Fogel avevano già iniziato il programma di somministrazione di sostanze dopanti, l’Agenzia Mondiale Antidoping pubblicò un’indagine sull’uso di sostanze dopanti fra gli atleti russi della federazione di atletica leggera.

Successivamente si venne a sapere che, con il sostegno decisivo di alcune autorità statali, diverse decine di atleti della federazione russa avevano partecipato alle Olimpiadi di Pechino 2008 e Londra 2012 dopo essere stati sottoposti alla somministrazione di sostanze dopanti.

Questa indagine portò all’esclusione temporanea della Russia in tutte le gare ufficiali e alla chiusura dei laboratori antidoping russi.

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