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Patti Smith e David Lynch a confronto, da Twin Peaks alle Pussy Riot

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Un confronto fra modelli diversi ed epoche parallele, per determinare l’origine dell’arte e dell’inventiva. Un dialogo aperto fra linguaggi che s’incrociano continuamente, quelli della musica e del cinema, al cui interno via un cromatismo letterario e metafisico indissolubile, da cui le idee prendono vita e diventano immagine, sogno e vibrazione dell’intelletto.

A ragionare su piani non conformi di dualità intellettiva, due grandi nomi della cultura americana: Patti Smith e David Lynch.

Un’intervista reciproca che ha più il sapore di un’amabile conversazione, informale e rilassata, per il programma “Encounters“, della britannica BBC nel 2015, nella quale i due grandi artisti ragionano sulla natura dell’idea di opera d’arte, ma anche delle proprie fonti d’ispirazione, da cui sono nati alcuni dei capolavori più importanti dell’ultimo quarto di secolo.

Nello scenario pressoché insolito per il regista pittore e la musicista poetessa, ovvero la Fondazione Cartier di Parigi,

Un stanza di velluto rosso che ricorda, quella di Twin Peaks e un confronto amichevole e rilassato, dove ricordare anche le collaborazioni e il percorso fatto dai due artisti; tra gioie e dolori, nei quali la componente artistica e visionaria ha intrecciato sempre i cambiamenti interni ed esterni della società.

Ed è per questo che, tra un ricordo e l’altro, nel rapporto tra il brutto e il bello, emergono fuori le tante domande fatte in una vita e l’amara incertezza con la quale diventa sempre più difficile prevedere il futuro.

Smith e Lynch hanno sempre lasciato ampio spazio, nel loro percorso creativo, alla continua ricerca di domande senza risposta, ma in questo caso emerge quella straordinaria maturità di chi non ha mi smesso di mettersi in gioco, nel dubbio del presente.

Così si passa velocemente dalle constatazione sulle Pussy Riot, con cui la cantautrice americana è entrata in contatto, all’analisi del processo creativo, che lo stesso Lynch descrive come; “tentativo di rimettere insieme i pezzi di un puzzle, che si ritrova tra le mani, senza avere accesso all’immagine completa”. Il pretesto è la filosofia della serie Twin Peaks e ai fantasmi di Blue Velvet.

Ogni argomento viene approfondito attraverso esempi di vita vissuta, nei quali la memoria e le occasioni diventano un motivo di riflessione, come quando Patty Smith racconta la nascita di una canzone istintiva, che sembrava provenire da un’altra dimensione, e che lei sostiene essere stata inviata dallo storico frontman dei Greatful Dead, Jerry Garcia.

In questo tipo d’incontri è possibile riscoprire la magia e la forza spirituale di menti e anime a confronto, da sempre in confronto con le loro incertezze e i loro stati d’animo; e questo oggi non ha prezzo.

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