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Pierfrancesco Favino e la scuola dei giovani attori

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Pierfrancesco Favino è ormai consacrato come uno dei volti più straordinari e versatile del cinema italiano. Da Romanzo Criminale a Rush, da Baciami ancora a Suburra, una carriera fulminea che lo ha portato anche alla ribalta internazionale e che ora l’attore e doppiatore vuol mettere al servizio delle nuove leve.

Anche quest’anno sotto la sua direzione, la Scuola L’Oltrarno di Firenze è stato pubblicato, prima dell’estate, il bando per le iscrizioni al corso triennale di recitazione.

“Cerchiamo ragazzi tra i 18 e i 26 anni”, spiega l’attore e doppiatore, dando loro la possibilità di studiare con insegnanti che vengono da tutto il mondo. Dall’Inghilterra agli Stati Uniti. Ma soprattutto con insegnanti che vengono dal bacino del Mediterraneo, dalla Spagna alla Turchia, con una forte componente italiana”.

La necessità di dare sempre nuova linfa ad mondo trasversale come quello del cinema, nasce dalle possibilità che negli anni sono venute fuori quasi spontaneamente; sia grazie agli investimenti e alle produzioni internazionali, sia grazie alla presenza di attori sempre più professionali. Da qui l’importanza di aggiungere alle competenze locali, anche la presenza di insegnanti internazionali.
Proprio la presenza di un linguaggio sempre più globale nel mestiere di attore, garantirebbe secondo Favino, la possibilità di mettersi a confronto con nuovi e differenti linguaggi sempre più interconnessi alla realtà globale.

Grazie anche allo sforzo del comune di Firenze e dei comuni della Valdera e in particolare di Peccioli, la scuola è riuscita a pianificare un corso professionale ricco di nuovi stimoli, anche per la presenza di insegnanti provenienti dall’estero e, cosa non da poco, completamente gratuiti.

L’idea è stata quella di puntare ad una realtà che nasce nei borghi, respira la cultura tradizionale, diffondendo il sapore  e l’humus delle vecchie botteghe fiorentine, senza dimenticare che è stato l’insieme di queste suggestioni a rendere il cinema italiano, un patrimonio mondiale della nostra cultura: “basta pensare che, in questi luoghi, spiega Favino, c’era anche la bottega di Gassman e quest’area, nell’ ‘800, era un’area ludica”.

Grande attenzione viene dedicato  all’aspetto manuale, basato anche sull’impegno quotidiano del movimento, oltre che del talento naturale.

“Tutto è recitazione. continua ancora Pierfrancesco Favino, pur  rivolgendoci a chi vuol fare l’attore, quello a cui puntiamo è la curiosità”. Una caratteristica che punta a mostrare l’approccio psicologico del mestiere di attore, utile a ristabilire l’unicità del soggetto nel mondo, prendendo consapevolezza del corpo e della voce, in base alla constatazione di come sia sempre più difficile per un giovane, non riuscire a ristabilire un “centro” nella propria vita.

 

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