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Recensione – Agents of S.H.I.E.L.D. Stagione 5

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Recensione - Agents of S.H.I.E.L.D. Stagione 5

Quando il futuro diventa una parentesi incerta, voluta dal destino o dall’azione umana, tutto può influenzare il suo corso. In un mondo apocalitticamente insicuro, Agents of S.H.I.E.L.D. descrive il mondo che potrebbe avvenire. La fortunata serie spionistica, tratta dai fumetti Marvel, giunta alla sua V° stagione, spinge la storia verso nuovi territori inediti e drammaticamente sorprendenti, implementando una nuova forma di mitologia mediatica e narrativa, che trova nella dimensione seriale, così come nelle tavole dei fumetti, la sua ragion d’essere.

Anche in questo sta il grande successo che anche la quinta stagione dell’opera, nata dalla fantasia di Joss Whedon, Jed Whedon e Marisa Tancharoen, sta avendo tra i suoi più affezionati, stabilendo un nuovo primato anche per la ABC e Marvel Television, produttori della serie Tv.

In onda su Sky da marzo, le vicende del gruppo dei supereroi della Marvel, viaggiano su un piattaforma narrativa, che cerca di distrarre lo spettatore dalla prospettiva di qualsiasi novità ambientale o fantastica, che ne minerebbe le aspettative di una reinvenzione costante: “Vorrai sempre cercare di toglierti dalla testa, dice Jed Whedon, l’idea che ci possano essere nuove storie, la domanda è se dirlo o no a loro”.

La fine della precedente stagione, si concentrava su Phil Coulson il quale, dopo aver lasciato la perfida Ophelia, si ritrova nuovamente assieme a ciò che rimane del suo gruppo; ossia Melinda May, Daisy Johnson, Jemma Simmons, Alphonso MacKenzie e Yo-Yo Rodriguez. Il gruppo si ritrova su una misteriosa stazione spaziale, ma non è ancora in grado di capire cosa sia realmente successo, ma soprattutto mettersi in contatto con i loro alleati sulla Terra.Agents of S.H.I.E.L.D. Stagione 5Durante il loro peregrinare la squadra scopre qualcosa di terrificante: il monolite che li ha trasportati in quel punto misterioso e particolare del cosmo, è stato anche il veicolo per un viaggio all’interno di una linea temporale dove il pianeta terra è diventato un luogo inospitale, a causa di un cataclisma non precisato.

Reinvenzione costante, come sopra, dove l’incertezza si mescola all’ignoto; il mistero sul viaggio viaggia in parallelo con l’impotenza di non poter agire dove, il male stesso è ignoto.

Questa percezione di smarrimento è talmente forte da coinvolgere lo stesso spettatore, nelle fasi iniziale; la stessa storia sembra scorrere in maniera insicura, la progressione narrativa di Agents of S.H.I.E.L.D. sia rimasta sempre solida e alla ricerca della volontà di esplorare territori nuovi.

Un rivolgimento pluridimensionale, che non necessita di restare legato alla mitologia più tradizionale del Marvel Cinematica Universe, ma capace di mantenere il filo che, dalla soppressione ufficiale dell’agenzia spionistica, si tramuta nella prospettiva di una nuova realtà virtuale che è, al tempo stesso mistica e intrisa d’azione, come un gruppo di supereroi deve fare in uno spazio mediatico predestinato.

Se nel cliffhanger finale della quarta stagione, Coulson sembrava destinato a ritrovarsi in un ambiente alieno alla terra, lasciando presagire una possibile commistione dei personaggi nella serie di Avengers: tutto crolla, con l’impatto visuale della nuova e improbabile realtà di un pianeta lontano, dal quale è impossibile scappare e soprattutto dall’ipotesi che la terra non esista più; quindi la nuova lotta per la sopravvivenza diventa una lotta per difendere un altro microcosmo, mantenendo solo un legame più tematico che narrativo con l’esplorazione delle diverse aree cosmiche.

Il nuovo pianeta è destinato ad avere un ruolo più importante nei prossimi anni, poiché potrebbe essere il terreno di scontro e di evoluzione per una lotta eterna. Il territorio in cui la squadra si trova a vivere è un luogo davvero grande e sconosciuto; un territorio pieno di insidie che mettono a dura prova i personaggi, dando però allo spettacolo, un sapore che, seguendo la natura whedoniana del progetto, ricorda moltissimo i continui stravolgimenti che avevano luogo nella serie Angel.

La lotta interna e spionistica ha lasciato spazio all’identificazione di una realtà virtuale, ma rispetto alle precedenti stagioni, vi è un consapevole ritorno della componente misteriosofica, legata però, una volta per tutte, alla ricerca della verità sugli sconvolgimenti, che hanno reso la Terra inabitabile; un fattore che avrà un’impatto molto forte sugli stessi membri del gruppo, ormai sempre più coinvolto in faccende fuori dall’ordinario.

Uno degli elementi che risulta di particolare importanza ai fini della comprensione della saga, è l’evoluzione di Phil Coulson, sia personale che narrativa: Una specie di umanoide riportato in vita grazie a tecnologie di natura aliena, ma che viene trasformato provvisoriamente in un sorta di Ghost Rider, alla ricerca della verità su se stesso.

Ma il dato più interessante è probabilmente il tanto atteso ritorno alla tradizionale serialità della produzione Marvel più classica, dove la componente cosmica e fantascientifica è presente, però viene utilizzata in maniera semplice, quasi come un valore aggiunto, necessario a portare sul piccolo schermo, la storia che il mondo e quel gruppo di personaggi devono poter rappresentare; degli esseri umani che per necessità diventano eroi molto speciali. Anche il mistero e l’apocalisse si pongono al servizio dei personaggi, i quali devono muoversi, agire e sopravvivere all’interno di un futuro, che per quanto incerto e misterioso, rimane semanticamente ed esteticamente televisivo.

Il network ABC ha confermato recentemente che la serie è stata ufficialmente rinnovata, la stagione 6 di Agents of SHIELD si farà

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