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Recensione: Black Panther

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In un panorama hollywoodiano costantemente dominato dai cinecomics, erano in pochi a pensare che un film su Black Panther, supereroe creato da Stan Lee e Jack Kirby nel 1966, sarebbe riuscito a restituire linfa vitale ad un genere ormai stantio. Eppure, la pellicola diretta da Ryan Coogler, regista dell’ottimo Creed – Nato per combattere, è riuscita nell’arduo compito di portare sul grande schermo la straordinaria leggenda di T’Challa, re della tecnologica nazione nota come Wakanda.

Ambientato subito dopo le vicende narrate in Captain America: Civil War, Black Panther vede Chadwick Boseman tornare nei panni dell’eroe africano, costretto ad affrontare sulla propria pelle le conseguenze della morte del padre e l’enorme responsabilità di dover gestire un intero Paese. Grazie a questo complesso conflitto interiore, a tratti shakesperiano, il regista conferisce alla pellicola un’identità psicologica di raro spessore, mescolando in maniera sapiente tematiche politiche e sociali che hanno molto risonanza con la difficile quotidianità nella quale ci troviamo a vivere. Perché un eroe come T’Challa dovrebbe aiutare il mondo occidentale che ha ridotto i suoi antenati alla schiavitù? Perché una nazione prosperosa e all’avanguardia come il Wakanda, che ha sempre vissuto nell’anonimato per garantire una pace continua, dovrebbe mettere il suo arsenale a disposizione di Paesi dediti esclusivamente alla guerra? Queste e molte altre domande sono alla base di una pellicola che sovverte il genere fumettistico e finisce per assomigliare a una tragedia greca, ricolma di drammi familiari, lotte per il potere e conflitti fisici durissimi. Sì, Black Panther è un film duro e maturo che, pur non arrivando ai livelli di violenza di Logan e Deadpool, rappresenta la produzione più adulta dai tempi di The Winter Soldier. Un forte sospiro di sollievo, dunque, per quelli che temevano che anche la storia di T’Challa sarebbe stata dilaniata dalle puerili battutine di Thor Ragnarok.

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Ryan Coogler ha avuto successo perché è riuscito ad assemblare un cast di personaggi che brillano ad ogni scena. L’importanza del ruolo femminile viene messa in risalto con grande spolvero da Shuri (Leticia Wright), brillante sorella di T’Challa che aiuta quest’ultimo a potenziare il suo costume ed i suoi gadget (un po’ come Lucius Fox con Batman), e dalla formidabile e fedelissima guerriera Okoye (Danai Gurira), meglio nota ai fan per il ruolo di Michonne in The Walking Dead. Come in ogni produzione che si rispetti, cinematografica o letteraria che sia, all’eroe deve necessariamente contrapporsi un cattivo, e quello di Eric Killmonger (Michael B. Jordan) è uno dei villain più riusciti dell’intero universo targato Marvel. Le sue motivazioni sono reali fondate. Non vuole distruggere la Terra, ma vendicarsi del torto subito dal suo popolo e rivendicare un posto sul trono che gli spetterebbe di diritto. A lui si affianca il cinico e folle Ulysses Klaw, interpretato da un Andy Serkis in stato di grazia, reduce dall’ultimo capitolo della trilogia de Il Pianeta delle Scimmie e da Star Wars: Gli Ultimi Jedi. L’interazione con l’agente della CIA Everett Ross, interpretato da Martin Freeman, è ironica e intensa al tempo stesso, quasi un omaggio a tutti i fan della celebre saga de Il Signore degli Anelli, dove i fan li hanno potuti ammirare nei panni di Gollum e Bilbo Baggins.

recensione black panther

Ma Black Panther è soprattutto un action movie che tiene incollato lo spettatore alla sedia, tra sequenze al cardiopalma e combattimenti brutali da UFC. L’inseguimento in Corea del Sud, un misto tra 007 e Fast & Furious, si candida ad essere una delle scene più belle ed adrenaliniche mai viste in un cinecomic. E come non parlare della maestosità visiva di Wakanda, nazione viva e pulsante di una cultura propria. Grazie ad un’alternanza tra CGI e location reali, Ryan Coogler ha creato un mondo incredibile che circonda, cattura e trasporta con mano lo spettatore in una dimensione aliena, ma mai così vicina alla vera Africa. Se avete la possibilità di guardare il suddetto film in IMAX, i vostri sensi saranno appagati. Folklore, politica, gioia, dolore, tutto questo e molto altro si può trovare in una pellicola che è stata osannata dalla critica americana e che anche in Italia ha debuttato in maniera egregia al box-office. Come sempre, vi rammentiamo di guardare anche le scene post-credit, poiché l’ultima in particolare presenta un collegamento diretto con l’attesissimo Avengers Infinity War, conflitto mega galattico che segnerà il culmine di dieci anni di pellicole Marvel. Black Panther è, in definitiva, il film che meritavamo e che finalmente abbiamo atteso, una testimonianza di coraggio e lotta per la sopravvivenza adatta a grandi e piccini. La nostra speranza è che Ryan Coogler possa prendere le redini di un futuro sequel e dare più spazio ai personaggi secondari, oltre d introdurre nuove, inevitabili forze nemiche. Il segno che ha lasciato è indelebile, oltre a rappresentare un punto di svolta da cui altre cineasti dovranno apprendere per capire come sviscerare a livello psicologico un cinecomic. Lunga vita a T’Challa. Lunga vita al Wakanda!

Voto: 4/5

Trailer:

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