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Recensione: Helix

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helix-logoGenere: Horror-Thriller Fantascientifico
Ideatore: Cameron Porsandeh
Produttore Esecutivo: Ronald D. Moore

Cast:
Billy Campbell
Hiroyuki Sanada
Kyra Zagorsky
Mark Ghanimé

NB: la recensione è relativa alle puntate 1, 2 e 3 della serie. Sono presenti spoiler.

Dopo una deludente premiere della serie CBS Intelligence, si avvertiva il bisogno di una premiere di qualità. Da questo punto di vista Helix sorprende, riuscendo a essere al tempo stesso intrigante e appassionante.
Il connubio tra la mente (Ronald D. Moore) e la rete (SyFi) dietro quel gioiello che fu il remake di Battlestar Galactica sembra dunque aver dato vita ad un ennesimo prodotto di successo. Vediamolo con più calma.

Il nero: il colore dell'infezione
Il nero: il colore dell’infezione

La premiere si apre mostrandoci due dei personaggi che incontreremo più avanti nel corso della puntata: il Dr. Hiroshi Hatake (Hiroyuki Sanada) e Daniel Aerov (Meegwun Fairbrother). I due si trovano in un laboratorio dopo un incidente. Un uomo è a terra, ansimante, e chiede aiuto. Hatake gli si avvicina e gli offre dell’acqua, sebbene il ferito sembra restio ad accettarla. Un attimo dopo, l’acqua produce una strana reazione sul ferito.
– Cos’era? – chiede Daniel Aerov.
– Il progresso – risponde Hatake.

L’inizio è intrigante, non c’è che dire. Subito dopo ci viene presentato il main cast. Il Dr. Alan Farragut (Billy Campbell) e la Dr. Julia Walker (Kyra Zagorsky) , due funzionari governativi esperti nel contrastare epidemie di ogni tipo, vengono chiamati ad investigare sul misterioso malessere accusato da tre scienziati di una base sull’Artico. Tra i due non c’è solo un rapporto professionale: Alan e Julia sono ex marito e moglie. Il duo diventa un terzetto quando si scopre che tra gli ammalati all’interno della base c’è anche il Dr Peter Ferragut (Neil Napier), fratello del primo e amante della seconda. Basta così? No. Il team che raggiungerà la base nell’artico sarà composto anche dalla Dr Sarah Jordan (Jordan Hayes), assistente di Alan e da tempo innamorata di lui. Malgrado l’intrigatissima situazione sentimentale dei protagonisti sappia di già visto, le relazioni sono ben strutturate e, a una prima occhiata, tutti i personaggi sono completi e non stereotipati. Inoltre il background sembra solito. Nulla che disturbi, quindi, o distolga l’attenzione dalla trama in sé.
Il team di soccorso è composto da altre due persone: oltre a Alan Farragut, Julia Walker e Sarah Jordan ci saranno la Dr. Doreen Boyle (Catherine Lemieux) e il maggiore Sergio Balleseros (Mark Ghanimé), incaricato dall’esercito degli Stati Uniti di supervisionare la missione.

Il cast al gran completo

I cinque raggiungeranno la base Artica, che da lì in poi diventerà la location principale per i tre episodi visionati. In merito ad essa c’è da dire che la costruzione è ben fatta e si ha proprio l’impressione di venire trasportati in un luogo sull’orlo del mondo e circondato dal nulla. La base è costituita da ampie stanze e corridoi stretti, tutti illuminati artificialmente. L’atmosfera è resa molto bene, col senso di claustrofobia che spesso è quasi palpabile.
La base è retta da una vecchia conoscenza dello spettatore, quel Dr. Hiroshi Hatake che abbiamo visto all’inizio della puntata. Da subito, senza considerare l’inizio del pilot, Hatake ci viene presentato come un uomo ambiguo, restio a rendere partecipe la squadra di Farragut degli esperimenti svolti all’interno della base, nascondendo l’esistenza di cavie e vietando l’ingresso a talune aree.
Il virus che ha colpito la base ha colpito tre persone e il fratello di Alan è l’unico di essi ad essere sopravvissuto sebbene le sue condizioni siano critiche. Gli altri due, coinvolti insieme a lui in un progetto di ricerca, sono stati dilaniati dal virus. Quando Alan raggiungerà il fratello, cercherà di aiutarlo ma Peter riprenderà conoscenza, si alzerà dal letto e cercherà di ucciderlo.

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I tempi della narrazione sono quelli giusti. I personaggi vengono presentati poco per volta, accompagnati dallo scorrere degli eventi, anch’esso lento al punto giusto. Si intervallano scene d’azione a ricerche e inseguimenti, anche il virus (o sarebbe più corretto dire i virus) è pensato bene, anche se i suoi effetti sanno un po’ di “già visto”. Lo spettatore non viene seppellito da informazioni in massa, come in altri casi accade, e il lato scientifico è spiegato con semplicità tanto da risultare comprensibile a chiunque.
Punti di forza sono le atmosfere, come già detto, ma anche la sceneggiatura e il cast non sono da meno. Le puntate sono ben scritte e i personaggi si comportano in maniera razionale (in quante produzioni del genere la dolce fanciulla entra in una stanza buia mentre un maniaco-omicida si aggira per le stanze e lascia aperta la porta? Beh, qui non accade…). I colpi di scena sono davvero tanti e le puntate si chiudono con interessantissimi cliffhanger. Dopo tre puntate i misteri sono molti e il plot desta senz’altro curiosità. Gli attori sono tutti all’altezza anche se mi riservo di rivedere Sanada e Ghanimé.

Helix-TV-Series-6La trama è articolata e, cosa non facile, varia: da un lato c’è il virus, c’è lo strano comportamento di Peter e c’è il rischio di contagio e la necessità di isolare coloro che sono a rischio di infezione, dall’altro le dinamiche fra i protagonisti, alcune di esse sorprendenti. Anche il fatto che Peter cerchi in tutti i modi di comunicare col fratello lascia molte porte aperte e quel gesto che gli rivolge in un video diario – gesto che giunge direttamente dal loro passato e che vuol dire “Scappa via” – lascia presagire che di sorprese ne vedremo ancora parecchie.
I difetti sono veniali. Da un lato, vi sono molti cliché, ma più che difetti veri e propri potremmo considerarli degli omaggi a capolavori quali La Cosa di Jon Carpenter. Ben più fastidioso è l’uso della Computer Grafica che, dato probabilmente il budget ristretto della produzione, non è assolutamente all’altezza.

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La base

A conti fatti, comunque, Helix merita di essere vista per intero. Desta curiosità e sa essere intrigante, il tutto senza annoiare o soffermarsi troppo sul triangolo (tendente a essere quadrangolo) amoroso che dovrebbe deliziarci tutti quanti.

Voto da 1 a 5:VotoVotoVotoVotoVoto

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