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L’incredibile Viaggio del Fachiro, la recensione

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L’incredibile viaggio del fachiro - Recensione

Da Mumbai a Parigi, poi Londra, Barcellona, Roma e Tripoli. Un film picaresco su un avventuriero coraggioso alla ricerca della propria strada

L’indiano Aja (Dhanush) vive con sua madre a Mumbai ma si chiede in continuazione chi sia suo padre, giunto in Oriente da Parigi per imparare la meravigliosa arte dei fachiri. Iniziata l’educazione scolastica, Aja capisce che non è quello il posto che fa per lui e così, dopo la morte di sua madre, decide finalmente di partire per Parigi. Qui, durante una visita a un negozio Ikea, conosce Marie (Erin Moriarty), da cui rimane folgorato. I due si danno appuntamento per l’indomani alla Tour Eiffel ma, nel corso della notte, Aja, che intanto si è nascosto in un armadio Ikea, si ritrova a iniziare un incredibile viaggio per l’Europa, tra Londra, Barcellona, Roma e Tripoli, cercando in tutti i modi di ritornare a Parigi per non perdere la grande occasione offertagli dal destino.

Fiaba moderna e commedia avventurosa, L’incredibile viaggio del fachiro, tratto dal romanzo di Romain Puértolas (in Italia edito da Einaudi), è un travolgente viaggio sulle ali della fantasia e dell’imprevedibilità. Lasciata Parigi, Aja è consapevole che non sarà facile ritrovare Marie, eppure, non avendo niente da perdere, cerca in tutti i modi di raggirare l’infinità di ostacoli che gli impediscono di arrivare al suo obiettivo. Emigrato in cerca di fortuna, Aja si rende conto quanto sia difficile fare in modo che davvero l’Europa diventi una sorta di El Dorado per chi fugge dalla povertà o dalle guerre.

L’incredibile viaggio del fachiro - RecensioneIl viaggio di Aja tocca le mete più importanti del vecchio continente: dall’affascinante Parigi, la città degli innamorati per eccellenza, fino a Londra, Barcellona e un’elegantissima Roma, per poi concludersi a Tripoli, laddove iniziano i sogni di fortuna e di gloria di migliaia di immigrati.

Potendo contare su un cast internazionale e sul regista Ken Scott (Starbuck – 533 figli e non saperlo), L’incredibile viaggio del fachiro unisce azione, avventura, romanticismo e comicità in un mix perfetto, senza scadere mai nel retorico o nel banale. Fondamentali, in tutto ciò, la simpatia e il talento di Dhanush, attore molto noto e apprezzato in India, la cui vitalità coincide alla perfezione con quella di Aja, incapace di arrendersi anche di fronte ad avversità che sembrano più forti di lui.

Ad ogni modo, al di là del genere picaresco, a cui inevitabilmente appartiene, il film si struttura come una vera e propria fiaba moderna, addirittura come un racconto nel racconto in stile Mille e una notte.

Non c’è però soltanto il fiabesco.

«Nel corso della riscrittura della sceneggiatura e delle riprese, ho fatto in modo che questa dimensione fosse percepita», ha detto Ken Scott. «Si tratta inoltre della storia d’iniziazione di un giovane indiano di Mumbai, che non ha mai visto niente al di fuori del modesto quartiere in cui è nato. I suoi orizzonti si espanderanno nel corso del film ed è stato emozionante esplorare questa evoluzione dal punto di vista cinematografico.»

Centrale è anche la questione dei migranti.

«A mio avviso, non si tratta di un film politicamente impegnato», ha continuato il regista. «Sicuramente si parla di movimenti migratori, ma in una prospettiva umanista più che politica. di certo, guardando questi migranti nella loro quotidianità, lo spettatore potrà sentirli più vicini e riflettere sugli aspetti in comune. E se dopo aver visto il film se ne va via con questo stato d’animo, credo che sarà stata una nostra piccola vittoria.»

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