Home Cinema

Recensione: “Last Vegas”

888

817719Uscita nelle sale: 23 Gennaio 2014

Regia: Jon Turteltaub

Cast: Morgan Freeman, Robert De Niro, Kevin Kline, Michael Douglas, Mary Steenburger

Produzione: USA

Genere: Commedia

Durata: 105 min.

Anni ’60: “Nessuno al di fuori del gruppo ci può insultare”. Questo è il motto della banda composta da quattro ragazzini: Archy (Morgan Freeman), Sammy (Kevin Kline), Billy (Michael Douglas) e Paddy (Robert De Niro) che insieme formano i Fantastici 4. Per tutta la loro infanzia non fanno altro che divertirsi, scattarsi foto e spalleggiarsi a vicenda contri i bulli. Come succede per ognuno di noi, anche loro crescono, si sposano e inevitabilmente le loro strade si dividono; ma la vera amicizia non muore mai e a distanza di 58 anni, decidono di incontrarsi per festeggiare l’addio al celibato di Billy. Un’occasione quindi per stare sì di nuovo insieme, ma soprattutto per ricordare i vecchi tempi mettendo da parte per un attimo gli acciacchi, i lutti e la vecchiaia. Dove si festeggia? Ovviamente a Last Vegas!

last.vegas.movie.hd.screenshot.000

Quattro premi Oscar in un unico film diretto da Jon Turteltaub che, dopo Il Mistero Dei Templari, Il Mistero Delle Pagine Perdute e L’Apprendista Stregone, torna a dirigere una commedia da lui stesso definita dolce amara: Last VegasMorgan Freeman interpreta il ruolo di Archy, un nonno devoto alla nipotina e che, dopo un infarto e un divorzio, viene controllato dal figlio ogni santo giorno. Sammy invece è Kevin Kline, felicemente sposato ma con una vena di malinconia e apatia, soprattutto se si tratta di seguire noiosi corsi di aquagym insieme ad altri anziani che a malapena riescono a reggersi in piedi. Poi abbiamo Michael Douglas alias Billy che tra tutti è il più effervescente, ricco e soprattutto fidanzato con una donna di soli 32 anni. Infine Paddy, Robert De Niro, vedovo da un anno e che non fa altro che starsene in casa con il suo accappatoio a ripensare alla moglie deceduta: un vero depresso. Durante il funerale del suo mentore, Billy chiede alla sua giovane ragazza di sposarlo e subito dopo chiama i suoi amici per avvisarli della lieta notizia. “Da quanto tempo Billy! Che succede? La prostata?” “No no! Sto per sposarmi! Ha quasi 32 anni!” “Io ho un’emorroide che ha quasi 32 anni!”. Arrivati a Last Vegas conoscono Diana (Mary Steenburger), una loro coetanea che canta in uno degli hotel della città della perdizione; sarà lei poi a risvegliare una vecchia ferita nonché una faida tra Billy e Paddy. Ecco la premessa di questa nuova commedia costruita su battute sarcastiche e ciniche di quattro anziani che per pochi giorni scelgono di tirare fuori il loro spirito tutt’altro che vecchio.

Quando ci si trova a dover commentare un film del genere non è affatto facile: infatti si è combattuti tra il film in sé e il cast. Da un lato abbiamo quattro leggende del cinema i cui nomi fanno pensare a grandi pellicole come Basic Instinct, Slevin-Patto Criminale, In & Out o C’èra una volta in America (la lista comunque sarebbe infinita). Dall’altro abbiamo un film che assolutamente non è alla loro altezza e ci si chiede come attori di una tale portata abbiano mai potuto scegliere di parteciparvi. La storia è sì simpatica ed allegra ma, come ha affermato il regista, lascia un gusto amarognolo: non tanto per la serietà dei temi affrontati, quanto per la tristezza che ci assale nel vedere dei premi Oscar mettersi in ridicolo. Finchè si prendono in giro per i loro acciacchi o le pastiglie da dover prendere ogni tot ora, possiamo anche riderci sopra insieme a loro; ma quando sono protagonisti di scene volgari o senza senso, la sensazione che prevale è l’amarezza e la domanda che nasce spontanea è: ma perché? Ricordiamoci il film Non è mai troppo tardi interpretato da Morgan Freeman e Jack Nicholson, quello era il mix perfetto tra commedia e realtà: due persone che non più giovani e per di più malate, scelgono di stilare una lista e di metterla in pratica prima di andarsene da questo mondo. Last Vegas invece non è per niente realistico: quale persona anziana si metterebbe su un aereo per la città del poker, del sesso e dell’alcool? Non è questo il modo di passare il messaggio del non si è mai troppo vecchi per certe cose. Ogni età ha le sue tappe e soprattutto i suoi limiti e questo film li supera di gran lunga, ostentando il “caso degli anziani di oggi” portandolo all’esagerazione. Gli anziani di oggi non sono questo; sono invece piuttosto arrendevoli ma rimane in loro una certa dignità. Massima comprensione per l’intento del regista nel voler raccontare la voglia di combattere la vecchiaia, ma di nuovo, non era questo il modo di rappresentare questa porzione della società. è sì consigliato ma solo se si fa attenzione esclusivamente alla parte ironica e alla bravura degli attori che, nonostante tutto, riescono a calarsi in ogni ruolo da sempre.

Voto: VotoVotovoto_opacityvoto_opacity

JustNews.it è in vendita. Per informazioni info@justnews.it