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Il Sole e la Luna, il giorno e la notte: non esistono due termini di paragone più distanti tra loro, eppure l’uno non può sussistere senza l’altro, il mondo resta in equilibrio tra queste due estremità, la vita non può esistere in mancanza di uno di questi due elementi. Il film Mune gioca proprio su questo incontrovertibile dato, ipotizzando cosa potrebbe succedere se qualcuno volesse rubare il Sole.

Mune è un fauno della notte, anzi è il fauno della notte più atipico che esista: egli ha paura del buio e combina sempre moltissimi pasticci, preferendo giocare con i propri amici animali che svolgere le sue mansioni. Durante il rito per la scelta del nuovo Guardiano della Luna, il vecchio saggio, tra lo stupore di tutti i presenti, incredibilmente seleziona proprio lui per la salvaguardia del satellite della pianeta, lui che è considerato da tutti un combinaguai. Lo stesso protagonista è molto dubbioso su questa valutazione, ma suo malgrado si vede investito di tale onore. I suoi esordi come Guardiano sono tutt’altro che promettenti e i timori di un fallimento di Mune nel suo ruolo sembrano essere fondati. Quando però un Guardiano del Sole in esilio torna per vendicarsi rubando l’astro, il nostro piccolo eroe dovrà aiutare la sua controparte luminosa, l’arrogante e prepotente Sohone, a riconquistarlo, tirando fuori quelle qualità nascoste che gli hanno permesso di divenire degno del suo ruolo.

I produttori sono i medesimi di Kung Fu Panda, lo si può notare osservando alcuni tratti della sceneggiatura, la quale ricorda in parte il film sulle arti marziali. Mune, al pari di Po, si trova catapultato in un mondo che ha sempre visto solo da spettatore e che ora dipende da lui, nonostante apparentemente egli sia inadatto e fuori luogo. Entrambi i protagonisti dei due lungometraggi vengono scelti da una figura di riferimento anziana e dal suo giudizio incontrovertibile, a discapito di un pretendente ben più favorito, creando forti dubbi sulla selezione svolta. L’antagonista di questo cartone animato presenta anch’egli delle caratteristiche molto affini al nemico dell’amato panda: sia Tai-Lung che Necros sono stati un tempo delle figure positive ed erano molto amati dal popolo, ma, dopo il loro terribile tradimento dei principi che avevano giurato di difendere, sono stati esiliati e di loro non c’è stata più traccia. La vendetta verso un mondo che li ha respinti è la motivazione che muove i due film, ma attraverso il riscatto di un improbabile protagonista, le intenzioni malvagie dell’anti-eroe saranno sconfitte.

recensione mune

Nonostante questi punti di comunanza, questo film d’animazione ha un’emancipazione totale, anzi, il significato profondo della storia è decisamente più intrigante e soprattutto complesso. Al termine del film, allo spettatore viene naturale riflettere su ciò che ha appena visto, andando oltre alla comicità intrinseca in ogni cartone animato che si proponga ad un pubblico infantile. Dal film si può cogliere anche una problematica quasi filosofica, la presenza del male nel cuore di ogni uomo da cui nessuno è esente, mostrando come chiunque possa essere corrotto e portato lontano da quello in cui crede realmente. Necros stesso è l’emblema di questa tesi: da novello Lucifero cede alla tentazione e, dall’alto della sua magnificenza, sprofonda nell’abisso del peccato.

Notevole è l’ambientazione del movie, i paesaggi hanno velati richiami all’arte, un punto di vista surreale inonda lo spettatore di immagini, così da essere accerchiati da animali esotico-fantastici, colossi che ricordano la pittura di Dalì e passaggi nascosti verso mondi sconosciuti. L’esperienza onirica che Mune regala è molto interessante e inaspettata, un mondo ulteriore che influenza le vicende dei personaggi.
Ciò che Mune propone è un percorso di vita che oggi non viene quasi mai intrapreso: alcune persone non sono adatte, sono diverse, non servono e quindi vengono accantonate dalla massa. Quest’idea va ad innestarsi nel pensiero anche di chi subisce questa discriminazione, un’inception culturale di cui ormai non ci si rende neppure più conto. Mune è un inno alla persona, al valore intrinseco di ogni uomo, donna, bambino, di una soggettività osservata come valore aggiunto e non come una macchia sporca nella distesa uniforme delle personalità.

Chiunque può gustarsi la visione di questo cartone molto spiritoso e che lascia allo spettatore più di quanto possa pensare di ricevere.

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Oggetto della recensione
Mune Il Guardiano della Luna
Voto
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