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Recensione Ready Player One

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Ready Player One, la rivincita della realtà virtuale

Dal sapore fortemente retro-futurista, il nuovo film di Spielberg pesca musica e personaggi degli anni ’80 per inserirli in un universo ludico che predomina sulla cupa e frustrante realtà.

Anno 2045. La società è dominata dalla realtà virtuale. Il mondo decadente trova un minimo di appagamento soltanto nel fantastico universo parallelo creato dalla brillante mente di James Halliday, che grazie a questa straordinaria invenzione è riuscito a diventare milionario. Il suo mondo si chiama OASIS. Un mondo meraviglioso per scatenare un desiderio che nessuno riesce a frenare: l’intrattenimento.

Dall’altro lato, mentre gli avatar adottati all’ingresso di OASIS rischiano di prendere il sopravvento sulle identità reali, c’è la grigia realtà di Wade Watts (Tye Sheridan), incapace di costruirsi relazioni vere ma fenomenale quando si tratta di immergersi nella realtà virtuale. Quando, alla morte di Halliday, inizia la grande sfida per conquistare il tesoro del “Gioco di Anorak” attraverso un livello segreto di OASIS, Wade è deciso a trovare un modo per riscattare se stesso, visto che la realtà gli provoca nient’altro che frustrazioni.

recensione ready player oneNon è difficile scorgere, in Ready Player One, uscito pochi mesi dopo The Post, tutto il grande eclettismo di Spielberg, capace, da più di trent’anni, di alternare film d’autore come L’impero del sole, Schinder’s list o Il colore viola a prodotti commerciali (Jurassic Park, Indiana Jones etc.) che gli permettevano di associare il proprio nome all’intrattenimento di grande qualità.

Proprio l’intrattenimento è al centro di Ready Player One: il grande e magico universo di OASIS non ha davvero confini, proprio come senza confini è l’immaginazione umana. L’immaginazione, però, si nutre non soltanto degli archetipi dell’inconscio collettivo, come secondo uno studio di Jung, ma anche di quello che l’industria dell’entertainment le offre: ed è per questo che non ci si dovrà sorprendere di vedere King Kong tentare di distruggere una ferrovia o di fare gli stessi mostruosi incontri di Jack Torrance nell’Overlook Hotel di Shining né tanto meno di vedere uno xenomorfo sbucare dallo stomaco, come in Alien.

Questi sono tutti ammiccamenti che Ready Player One non nasconde e che, in un effetto retro-futurista, perpetua fin dall’inizio: in apertura, Jump di Van Halen, per poi proseguire con la hit di Joan Jett I hate myself for loving you, brani noti ai cultori degli anni ’80 e che forse, alle nuove generazioni, risulteranno sconosciuti, nonostante il web permetta di aprire infinite porte e di affacciarsi su qualunque orizzonte culturale. Ma ad ogni modo, il film non manca di ammiccare ai vari Matrix, Avatar e Tron, quest’ultimo capace di anticipare di due anni nientemeno che il capostipite letterario del cyberpunk, Neuromante di William Gibson.

Ready Player One la recensioneSe in Matrix si cercava di proporre, come novità, il ribaltamento degli universi (la vita reale è falsa e l’universo alternativo è la sola realtà accettabile), Ready Player One non si ferma un solo secondo a riflettere sul rapporto tra reale e virtuale, come invece faceva, a dir poco magnificamente, il film dei fratelli Wachowski.

Le premesse e le domande di Ready Player One – quale è il confine tra realtà e finzione? – non sono, purtroppo, sviluppate abbastanza bene, ma sono accantonate a causa di un ritmo senza respiro e di una grafica digitale aggressiva, strabordante e violenta sia nell’impatto sonoro sia in quello visivo.

Il conformismo assai diffuso in una società frustrata e schiava del digitale è un tema caldo e attualissimo che un film del genere aveva tutte le potenzialità per sviluppare. Si è preferito invece accettare che la realtà virtuale porti non soltanto alla prevalenza della finzione sulla realtà ma anche all’annullamento della propria personalità: nascondersi dietro a un avatar fa comodo a tutti coloro i quali non hanno abbastanza coraggio per essere e per restare se stessi, nonostante tutti i loro difetti. Si fa presto, insomma, a diventare eroi indossando una maschera – come fanno i supereroi, costretti, però, a crearsi un’identità fittizia soltanto per salvaguardare la propria incolumità. E Wade, il protagonista di Ready Player One, diventa eroe proprio perché rinuncia ad accettare se stesso; ed è tanto amato nell’universo di OASIS quanto è considerato un fallito per il suo io reale.

Agli amanti dei videogiochi, abituati a immedesimarsi in eroi impavidi e a vivere con grande empatia avventure spericolate, un prodotto chiassoso e volutamente kitsch come Ready Player One, forse, potrebbe essere gradito. Ma chi cerca contenuti, riflessione e non soltanto intrattenimento fine a se stesso molto probabilmente ne resterà deluso.

Informazioni sul film Ready Player One

DATA USCITA: 28 marzo 2018
GENERE: Azione, Thriller, Fantascienza
ANNO: 2018
REGIA: Steven Spielberg
CAST: Tye Sheridan, Olivia Cooke, Simon Pegg, Mark Rylance, Hannah John-Kamen, T.J. Miller, Ben Mendelsohn, Julia Nickson, Lena Waithe
PAESE: USA
DURATA: 140 Min
FORMATO: 3D e 2D
DISTRIBUZIONE: Warner Bros.

Trailer:

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