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Recensione: “Saving Mr Banks”

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saving-mr-banks-la-locandina-italiana-definitiva-del-film-297668Uscita nelle sale: 20 Febbraio 2014

Titolo originale: Saving Mr Banks

Regia: John Lee Hancock

Cast: Tom Hanks, Emma Thompson, Colin Farrell, Paul Giamatti, Ruth Wilson

Produzione: USA 2013

Genere: Commedia/Biografico

Durata: 120 min.

1961: Pamela Lyndon Travers (Emma Thompson) è una famosa scrittrice di romanzi per bambini e il suo più grande successo narra la storia di una donna che accudisce e aiuta una famiglia londinese. Da ben 20 anni il produttore Walt Disney (Tom Hanks) la corteggia per farsi cedere i diritti del libro per realizzarne un film: ha promesso alle adorate figlie di riportare sul grande schermo la storia di questa tata e non vuole minimamente arrendersi. Mrs. Travers dal canto suo, continua a rifiutare la proposta ma a causa dei continui debiti, si trova costretta a dare una possibilità al Sig. Disney e al suo staff. Prende quindi un aereo diretto a Los Angeles e da quel momento la scrittrice non fa altro che rendere la vita difficile a tutti: una donna irritabile nonché testarda che rifiuta pinguini a cartone animato e spazzacamini saltellanti che non corrispondono assolutamente al suo libro e tantomeno alla sua infanzia. Sì, la sua infanzia, perché ciò che è diventato un classico Disney, è basato su una storia realmente accaduta. Nel 1964 Mary Poppins prese vita.

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Nel 1934 venne pubblicato il romanzo Mary Poppins grazie alla penna di Pamela Lyndon Travers, pseudonimo di Helen Goff, nata in Australia e trasferita a Londra poco più che adolescente. Il libro fu scritto per alleviare le pene della giovane e della sua famiglia che fu colpita dalla depressione della madre e dalla malattia del padre. Solo la zia Ellie sarebbe potuta essere di aiuto per sistemare il destino avverso di questa sfortunata famiglia.

“Non smettere mai di sognare” diceva Mr.Goff (Colin Farrell) alla sua amata Helen, una fanciulla di soli 7 anni ma che già stava vivendo pene troppo grandi e pesanti per una bimba della sua età. Questa frase può essere una delle morali del film Saving Mr  Banks, diretto da John Lee Hancock e che vanta attori come Emma Thompson e Tom Hanks. Lei interpreta il ruolo di Mrs. Travers, una donna austera, boriosa e che sembra aver dimenticato che la vita non è fatta solo di doveri ma anche di sogni, sorrisi e spensieratezza. Hanks invece sembra l’autoritratto di Walt Disney, il simpatico produttore che tutti noi conosciamo fin da quando eravamo bambini; un bonaccione che dà il benvenuto alla scrittrice riempiendo la sua stanza d’albergo con peluches e palloncini. Due caratteri molto diversi e in continuo conflitto, ma che hanno in comune un passato molto triste. Il Sig. Disney ha scelto però di sorridere alla vita e rimboccarsi le maniche, Mrs. Thompson invece prova rancore, malinconia e rabbia perché non può più tornare indietro nel tempo. Questa divergenza di opinioni, porta la donna a dire sempre no a tutte le proposte degli sceneggiatori: una Mrs. No che insiste per attenersi alla trama del libro nonché ai personaggi. Ma perché questa ostinazione? Semplice, si tratta della sua storia e della sua famiglia.

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Il film viaggia quindi su due binari: quello del presente degli anni ’60 presso gli Studios della Disney e quello del passato durante i primi anni del ‘900, in cui Pamela era una bambina che viveva in aperta campagna con la sua famiglia. Questi flashback la riportano alla sua infanzia in Australia dove giocava e andava a cavallo con il suo amato papà, interpretato da Colin Farrell, un uomo che lavorava in banca (come Mr.Banks) ma che non si risparmiava mai per le sue figlie fino a che non venne colpito da una grave malattia. È qui che entra in scena la zia Ennie, colei che doveva salvare tutti dalla miseria. (Chi ben comincia è a metà dell’opera). Questa è la causa scatenante della severità e autorità della donna che durante la realizzazione del film, rivive il suo passato e lo stesso fa lo spettatore che comprende la sofferenza della protagonista scena dopo scena e attimo dopo attimo. Se poi si pensa che si tratta di una storia vera, il tutto ha senso e non si può che amare ancora di più Mary Poppins e il suo significato intrinseco: uno dei pochi classici della Disney realizzato sia come film che cartone animato: realtà e fantasia, ciò che è successo e ciò che si vorrebbe vivere.

“Mary Poppins non canta”, “Non voglio cartoni animati”, “Mr Banks non porta i baffi”! sono queste alcune delle tante richieste della scrittrice e noi sappiamo come è andata a finire; ma è bellissimo e interessante vivere lo sviluppo del film sia attraverso Mrs Travers che gli occhi degli sceneggiatori, attoniti davanti a cotanta intransigenza e fiscalità. Grazie a questo lavoro di squadra la donna ritroverà la sua bimba sperduta. Starà inoltre alla sensibilità di Walt Disney capire la fonte di questi sentimenti negativi che tanto caratterizzano la donna e Disneyland sarà il modo per sciogliere il suo cuore di ghiaccio e cantare “Con un poco di zucchero la pillola va giù”.

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Saving Mr Banks è sì il racconto di come è stato realizzato Mary Poppins ma è prima ancora il racconto di una famiglia e la delusione di una bambina che, cresciuta senza favole, è arrivata a una maturità triste e solitaria. Il compito è quello di salvare il proprio papà e il ricordo che ha di lui.

“Vento dall’Est, la nebbia è là…qualcosa di strano fra poco accadrà” Chi non ha mai visto la donna che segue il soffio del vento e che porta con sé una borsa infinitamente capiente? Julie Andrews era all’epoca la bellissima attrice/cantante di questo capolavoro che vide come protagonisti anche Dick Van Dyke (Bert) e David Tomlison (Sig.Banks). Chi si trova sprovvisto del DVD di questo intramontabile classico, ha il dovere di guardarlo per poi recarsi nelle sale italiane dal 20 Febbraio e vedere i suoi retroscena attraverso Saving Mr Banks. Un film consigliato a tutti: a chi vive di speranza, chi di sogni e a chi ha ancora un bambino nella sua anima.

Voto: VotoVotoVotometto_voto_opacity

“Tutti noi abbiamo la nostra storia; lei non vuole finire la sua?”

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