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Recensione: Teneramente folle (Infinitely polar bear)

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Una famiglia americana insolita: un marito con un disturbo bipolare, una moglie che cerca lavoro e due bambine che hanno bisogno di sentirsi amate. Questo è il soggetto di Infinitely polar bear  (Teneramente folle), esordio alla regia per Maya Forbes, sceneggiatrice di The Rocker e della sitcom The Larry Sanders Show.

In Teneramente folle, Maya Forbes, che ha presentato il film al Sundance Film Festival e alle rassegne di Toronto e Torino, si ispira alla propria infanzia e al ricordo di un padre un po’ matto, del tutto lunatico e capace di passare da manifestazioni di puro affetto ad atti di pura follia. In questo caso, Mark Ruffalo, più che mai, ha confermato tutta la propria bravura, riuscendo a rendere credibile un personaggio complesso, impulsivo, sempre vittima delle proprie emozioni.

Con la sigaretta (o qualche volta la pipa) sempre tra le labbra, Cameron Stuart (Mark Ruffalo) perde il lavoro a causa di un esaurimento nervoso. Sua moglie Maggie (Zoe SaldanaAvatar) ha bisogno di correre ai ripari per poter garantire alle proprie figlie, Amelia e Faith, una vita comune. Ma a Boston il lavoro non c’è; e quando Maggie si iscrive al Master of Business Administration della Columbia University, l’unica cosa che può e che deve fare è abbandonare la famiglia e partire per New York. Le bambine restano così in balia dei colpi di testa paterni. Cam deve occuparsi di loro a tempo pieno, costretto ad arrangiarsi con quel sussidio minimo concessogli da una nonna avara. La responsabilità che gli viene affidata sembra troppo grande per uno come lui, ma nonostante Cam sia un padre a volte troppo invadente ed esagerato, con delle notevoli lacune nell’igiene domestica, allo stesso tempo dimostra di saper essere amorevole con le proprie figlie, che a loro volta, attraverso le follie paterne, imparano a comportarsi da adulte, a badare a se stesse ma soprattutto ad amare il padre così com’è, genio e sregolatezza, dalla vitalità inesauribile.

Dall’altro lato c’è l’emancipazione di una donna, Maggie, che deve accettare di non poter fare soltanto la casalinga, ma di dover sostenere sulle proprie spalle il peso di una famiglia che, senza di lei, non avrebbe alcun futuro. Anche di fronte a difficoltà quasi insormontabili come una malattia mentale o la precarietà professionale, Cam e Maggie non si perdono mai d’animo e cercano di trasmettere alle proprie bambine quel desiderio di vivere che li contraddistingue e che li aiuta ad andare avanti e ad affrontare ogni avversità con un sorriso, l’ingrediente segreto che Maya Forbes propone di utilizzare sempre e comunque nella ricetta per la ricerca della felicità.

Trascinato da un cast in perfetta simbiosi, Teneramente folle riesce a far ridere anche quando le circostanze sono drammatiche, anche di fronte a una malattia mentale che porta a disturbi maniaco-ossessivi e a forti tendenze depressive. L’amore per la famiglia, però, sottolinea Maya Forbes, può sconfiggere qualunque cosa, e il risultato è perdersi per poi ritrovarsi, consci che sia sempre sbagliato mollare.

«Quando terminai di scrivere la sceneggiatura di Teneramente folle (Infinitely Polar Bear)», ha detto la regista e sceneggiatrice, «sapevo quello che volevo vedere: un film che fosse divertente, triste, autentico e pieno di calore. Il calore era molto importante per me. Volevo vedere un film umano sugli effetti della malattia mentale su una famiglia. Volevo vedere dei bambini reali. Volevo vedere un film sull’amore e sulle scelte difficili che le persone devono prendere ogni giorno.»

Il film, distribuito da GoodFilms, arriverà in Italia il 18 giugno.