cover1300Uscita nelle sale: 23 Gennaio 2014

Regia: Paolo Genovese

Cast: Marco Giallini, Vittoria Puccini, Anna Foglietta, Laura Adriani, Claudia Gerini, Alessandro Gassman, Vinicio Marchioni

Produzione: ITALIA

Genere: Commedia

Durata: 120 min.

“Lo sapevate che la malattia più diffusa al mondo è l’amore? Ma non preoccupatevi: non è immortale. È una specie di influenza, un raffreddore”.

Francesco (Marco Giallini) fa due lavori: di giorno è uno psicologo che accoglie i pazienti nel suo studio; a fine giornata invece è un papà, quindi svolge il lavoro più difficile del mondo, soprattutto se i figli sono tre e per di più femmine: Sara (Anna Foglietta) è omosessuale e si è trasferita a New York per trovare se stessa e l’amore; Marta (Vittoria Puccini) è la proprietaria di una libreria e crede che l’amore vero sia quello raccontato dai più grandi poeti e scrittori di tutti i tempi; infine Emma (Laura Adriani), la più piccola di casa che sta frequentando l’ultimo anno di liceo. Tutto andrebbe a gonfie vele se solo il cuore non creasse problemi. Dopo che la fidanzata ha chiuso la loro storia di punto in bianco, Sara torna in Italia e decide di tentare una relazione con un uomo; Marta scopre l’identità del ladro che ruba i libri dagli scaffali e finisce per innamorarsene; ed Emma ha addirittura iniziato a frequentarsi con Alessandro (Alessandro Gassman), un uomo di 50 anni il cui matrimonio sta lentamente naufragando. Come se non bastasse, anche il papà si trova in una situazione scomoda: si infatua di una sconosciuta (Claudia Gerini), ma verrà a sapere che si tratta del classico frutto proibito.

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Tua sorella mi ha portato a casa un 50enne; quell’altra ha scelto di cambiare orientamento sessuale; e tu? Tu ti innamori di un cleptomane sordomuto! Non è che dato che faccio l’analista io debba accettare tutto! Sigmund, dove ho sbagliato?!”

Dopo aver diretto il film Immaturi, Paolo Genovese torna sul grande schermo con Tutta Colpa Di Freud per raccontarci di come ognuno di noi, pur avendo esperienze diverse, è sempre e costantemente alla ricerca di qualcuno da amare e che ci ami. Lo sviluppo del film ricorda molto quello di Love Actually: l’amore funge da cornice, mentre i pezzi del puzzle rappresentano le vicissitudini di ogni personaggio. Il film è molto piacevole da seguire in quanto il cast è in perfetta sintonia e quindi non traspare nessuno sforzo nella narrazione. Nonostante i temi trattati siano quelli dell’omosessualità, del divorzio e della sordità (e quindi tutt’altro che facili da affrontare), Genovese ce li racconta con semplicità e humor ma senza prenderli sottogamba riuscendo ad evitare soprattutto quella volgarità che siamo costretti a vedere da un bel po’ di tempo.

È la veridicità l’arma vincente di questa pellicola; ognuno dei protagonisti affronta infatti le proprie vite come faremmo (e facciamo) noi spettatori. Questo ci dà la possibilità e la spontaneità di calarci nei loro panni pensando anche a come potrebbe evolversi la storia. Tra le tre sorelle, abbiamo una Vittoria Puccini che si innamora sempre dell’uomo sbagliato e che un giorno scopre il mondo dei sordomuti; poi Anna Foglietta che interpreta una ragazza omosessuale ma che, in lotta con la sua indole, decide di cambiare gusti pur di trovare la metà perfetta della mela; infine Laura Adriani che fa la parte della 18enne che non ha ancora chiaro cosa significhi amare e si getta tra le braccia di un 50enne con tutta la passione e l’istintività dei giovani d’oggi. A chi non è mai capitata una delle situazioni qui citate? Infine Alessandro Gassman che alla soglia dei 50, viene colpito dalla sindrome di Peter Pan e  quindi uscendo con campanellino, decide di seguire i consigli del suo analista di fiducia, Marco Giallini. Ecco il fulcro da cui ruota tutto il film, il terapeuta: colui che deve districare il bandolo della matassa per ogni suo paziente; per le figlie crea quattro categorie di uomini assolutamente da evitare e consiglia invece ad Alessandro la terapia dell’ultima volta.

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Come andrà a finire? Consigliato a tutti: a chi crede di aver qualcosa da risolvere; a chi invece vuole semplicemente ridere senza pensare a niente; e a chi crede nell’amore con i suoi pro e i suoi contro.

Tutta Colpa Di Freud: dal 23 Gennaio al cinema.

 

 

Tutta colpa di Freud
dei suoi sordidi inganni
se le cose fra noi
sono sempre le stesse da anni e poi
è colpa sua se non ti so dimenticare
degli incontri imprevisti
delle scelte sbagliate
dei dolori pregressi
dei peccati commessi
una sera d’estate
e le mille promesse mancate
e la colpa sarà di chi le avrà ascoltate (Daniele Silvestri)

Tra battute divertenti, situazioni comiche ed effervescenti, Tutta Colpa Di Freud sceglie la metafora dell’amore come il dessert a fine pasto: c’è chi lo evita a priori; chi lo ordina ma lo mangia con egoismo; e infine chi di propria spontanea volontà sceglie di tagliarlo e condividerlo con l’altra persona. E voi in quale personaggio vi rispecchiate?

“La vita è un po’ come il bungee jumping: un bel salto e via! Tutta la vita ti scorre davanti e vai giù, giù, giù…ma poi risali e vai su, su, su… e poi è fantastico perchè ti butti tutto alle spalle e sei pronto a ricominciare.”

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