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Resina, da domani nelle sale il film di Renzo Carbonera

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Da domani, 31 maggio, arriva nelle sale cinematografiche italiane il nuovo lavoro di Renzo Carbonera, stiamo parlando di Resina. Presentato in anteprima italiana all’ultima edizione del Trento Film Festival, Resina è il primo lungometraggio del regista, distribuito da Parthenos.

La pellicola è ambientata a Luserna, un piccolo paese di montagna del Trento, nonché il luogo di origine della giovane protagonista: la violoncellista Maria che ritorna lì dopo la tragica morte del fratello. Maria si reca nella casa della moglie del fratello, che è rimasta sola con il figlio, dove ritrova la madre che è stata appena dimessa da una clinica psichiatrica.

La situazione economica della famiglia non è ottimale e Maria vive inizialmente in un clima davvero soffocante.La ragazza conosce ed inizia a frequentare Quirino nel bar del paese. Il ragazzo si occupa della direzione di un coro polifonico del quale, anticamente, faceva parte suo nonno. Un coro strano composto da discutibili soggetti, dei non-professionisti, che Quirino ha il sogno di portare ad un fantomatico concorso. In ragione del quale chiede aiuto proprio alla giovane musicista. Dopo le prime incertezze, Maria decide di accettare la proposta di Quirino e di dare una svolta sia alla sua vita privata, sia professionale.

Il regista stesso ha dichiarato che il film è ispirato alla vicenda del Coro Polifonico di Ruda, il coro friulano di tradizione austro-ungarica, che è cresciuto fino a diventare uno dei migliori cori maschili al mondo.

Nel cast troviamo Maria Roveran, Thierry Toscan, Jasmin Mairhofer, Andrea Pennacchi.

Nella sua prima esperienza nel cinema di finzione Renzo Carbonera mescola abilmente sia le immagini del panorama di Luserna sia quelle di una società perdutamente radicata nelle sue radici.

Il ritmo della pellicola non è sempre coinvolgente, scelta dovuta e voluta per l’intenzione di rispecchiare in pieno il lento trascorrere del tempo di questa realtà.
Una delle particolarità di Resina sta nel fatto di essere stata la prima produzione cinematografica ad applicare il protocollo T-Green durante le riprese, per la riduzione dell’impatto ambientale.

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