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Ruspadana: il gioco anti-migranti che ha scosso la rispettabilità di Apple

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Non è passato molto tempo da quando il nostro attuale vice-premier e Ministro dell’Interno Matteo Salvini, coniò il tanto acclamato e dibattuto slogan della “ruspa“. Siamo ormai abituati al linguaggio politico da perenne campagna elettorale social dell’attuale inquilino del Viminale, ma quello che forse egli non si aspettava (o comunque ignorava) è che il livello di mediocrità barbarica, politica e sociale, avrebbe contaminato anche dei territori antitetici alla propaganda politica. Una delle polemiche più recenti ha riguardato i Pearl Jam e la dedica di Imagine, alla causa pro-porti aperti, controbattuta (secondo San Cinguettatore) da Rita Pavone, a cui è seguito l’inevitabile carrozzone di prosopea populista delle forze politiche vicine al nuovo governo giallo-verde e fantasia….

La cosa più ridicola è stata, il cinguettio di un sindaco sardo che addirittura ha invocato l’arresto immediato dell’intera band. Il clamore mediatico che ne è seguito ha inevitabilmente oscurato altre notizie sicuramente minori, ma molto esaustive sulla situazione attuale nel nostro paese.

Uno di questi riguarda l’esordio sull’App Store di un gioco molto particolare, il cui intento è uno solo: schiacciare i migranti! E come lo fa? Ovviamente con la ruspa. Si chiama Ruspadana ed è un applicazione sviluppata da due (simpatici e impegnati) ragazzi italiani, studenti al Developer Academy di Apple, che hanno pensato bene di cavalcare l’ondata di disagio e orgoglio intollerante, dando il loro contributo a; “fermare l’invasione”.

“Ripulisci le strade, rimuovi gli ostacoli e goditi le Alpi”; con questa descrizione che  Matteo Barni e Giampiero Salemme, hanno introdotto il gioco, riuscendo a far approvare l’app dal gigante di Cupertino, nonostante le rigide regole richieste dall’azienda, affinché un progetto venga approvato.

All’indignazione generale, è seguito ovviamente il messaggio di chiarimento degli sviluppatori i quali, avvalendosi del “Diritto di satira”, hanno detto che: “l’app è solo un gioco per sottolineare le storture di ciò che sta accadendo nella società”.

Per fare questo hanno pensato che potesse essere utile creare un gioco, stile Mario Bros, dove la protagonista è una ruspa che deve schiacciare i migranti che incontra sulla sua strada.

Molti si sono rivolti al servizio di supporto di Apple il quale ha rassicurato tutti, sul fatto che l’applicazione sarebbe stata rimossa; come infatti poi è accaduto. La vicenda come tante è passata un po in sordina, ma a parte la polemica politica sul dramma dell‘immigrazione economica e chi la gestisce, essa pone un interrogativo nuovo sull’attendibilità del controllo di sicurezza da parte dei giganti della tecnologia. Apple, da sempre riconosciuta per la serietà e la meticolosità con cui controlla le app per approvarne la pubblicazione sullo store digitale, ha mostrato un lacuna procedurale? Oppure si deve parlare di un fattore legato alla salvaguardia della libertà di espressione di cui l’azienda si è sempre fatta portavoce, fino a rifiutare i codici di accesso agli iPhone degli attentatori di Bruxelles, persino al Governo americano?

Il sistema continua a mostrare falle evidenti, mentre si preoccupa di andare avanti con l’idea di entusiasmare: ma l’entusiasmo prima o poi finisce e subito dopo prende piede la consapevolezza.

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