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Il Borderò della Siae diventa un app: nasce mioborderò

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miobordero

L’arte è un diritto di tutti e la fruizione e il consumo di essa, è un diritto per tutti. Viviamo in uno stato di diritto e questo fa sì che l’intera società sia soggetta ad un equilibrato sistema di diritti e doveri, sanciti attraverso una regolamentazione giuridica precisa, che deve rendere conto di un sistema ormai consolidato.

In Italia la normativa sulla distribuzione e regolamentazione dei contenuti artistici è affidata alla Siae; Società italiana Autori ed Editori, alla quale, in linea generale spetta il controllo e la tutela del diritto d’autore.

Di conseguenza tutte le categorie di operatori culturali, dagli artisti ai gestori di esercizi che diffondono contenuti audiovisivi, sono soggetti ad agire secondo le norme stipulate in accordo con l’ente pubblico, che ne garantisce la fruizione e la tutela dell’integrità delle “opere“.

Esiste quindi una vasta offerta di contratti rivolti soprattutto ai gestori di locali ed emittenti radiotelevisive anche sul web, con i quali essi s’impegnano a diffondere sui loro terminali o a realizzare eventi musicali, cinematografici e altro, garantendo l’erogazione dei diritti derivati da tale fruizione all’autore o gli autori della suddetta opera. Lo strumento utilizzato dalla Siae è il “borderò“: un documento che consente all’ente publico, di ripartire gli incassi derivanti dall’esecuzione o la fruizione  pubblica delle opere musicali, fotografiche, video o letterarie, agli autori delle medesime opere. Esistono tre tipi di modelli: rosso, verde e blu, a seconda del tipo di evento, sui quali compilare l’elenco delle opere e il relativo autore; lo stesso borderò viene poi consegnato dalle rispettive sedi territoriali, alla sede centrale di Roma, dove i dati e le informazioni vengono infine, inserite nel sistema centrale.

Si tratta di un sistema che, nonostante intoppi, ritardi e numerose polemiche, garantisce una forma di democrazia interna dell’arte, dove, essere Bruce Springsteen, Chick Corea o Laura Pausini possiede, in questo caso lo stesso valore sociale di una band emergente, tipo, Malchut Orchestra o la banda del paese.

Il sistema Siae però, in questi ultimi anni ha dovuto affrontare molte battaglie interne ed esterne; la concorrenza privata e la defezione di tanti nomi illustri. Ciononostante continua la sua missione, adeguandosi ai tempi e all’evoluzione tecnologica in atto, per ripartire in maniera corretta diritti  e doveri, facilitando le operazioni: nasce così “mioBorderò“, la nuova applicazione che permette la compilazione dei modelli, attraverso il proprio dispositivo Android e iOS, traghettando la Siae verso la digitalizzazione e offrendo ad autori, editori e consumatori finali una vasta gamma di servizi online, che vanno dalla gestione dei repertori, alla creazione di abbonamenti relativi alla diffusione della musica d’ambiente della Ormai “datata” Muzak; ossia la musica riservata ai “non luoghi” (ascensori, sale d’aspetto etc).

La rivoluzione è partita ufficialmente nel 2016, ma ad oggi si è sviluppata, rendendo il percorso semplice e intuitivo e accogliendo un bacino d’utenza di circa 55.000 iscritti solo nello scorso anno.

 

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