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Skyscraper – Recensione del “disaster movie” con Dwayne Johnson

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Quando Dwayne “The Rock” Johnson abbandonò il colorato mondo del Wrestling per decidere di intraprendere una carriera attoriale, furono in pochi a dargli fiducia, credendosi di trovarsi dinnanzi all’ennesimo tizio tutto muscoli e niente cervello. Ebbene, alla veneranda età di 46 anni, il pluricampione mondiale ha zittito i suoi critici ed è diventato una delle star più richieste e proficue all’interno del panorama Hollywoodiano. Basti pensare al successo del nuovo Jumanji e al suo impegno nella saga di Fast and Furious, decisione che ha condotto la Universal a programmare uno spinoff incentrato su di lui.

Con il suo nuovo film, Skyscraper, The Rock si rituffa a capofitto nel genere action e torna a collaborare con Rawson Marshall Thurber, regista che lo aveva già diretto in Una Spia e Mezzo (2016). Come suggerito dal titolo, la pellicola è ambientata in un immenso grattacielo di Hong Kong e vede il noto attore vestire i panni di Will Sawyer, un ex leader del Team di Recupero Ostaggi dell’FBI e veterano americano di guerra. Dopo aver perso l’uso di una gamba nel corso di una pericolosa missione anni prima, Will è ora incaricato della sicurezza di The Pearl, un palazzo di recente costruzione che vanta di essere il più alto al mondo. Le cose vanno per il peggio quando un attacco terroristico minaccia l’incolumità della struttura e della famiglia di Will. Quando le autorità presumono il suo coinvolgimento nell’incidente, quest’ultimo si trova a dover mettersi in fuga e al tempo stesso  cercare un escamotage per tornare all’interno del grattacielo prima che le fiamme dell’incendio lo radano interamente al suolo.

L’attesa attorno a Skyscraper era legata alle dichiarazioni del regista, il quale aveva citato come ispirazioni massime Die Hard e L’Inferno di Cristallo, allo scopo di creare un mix di azione e adrenalina che facesse ricordare gli anni ’80. Pur presentando il DNA degli action, Skyscraper può essere catalogabile nel genere dei disaster movies, ed è proprio in queste sequenze che offre il meglio di sé. Il regista riesce a trasmettere ottimamente il senso di vertigini e pericolo, soprattutto nella scena in cui Will si trova a scalare il grattacielo con del nastro adesivo attaccato alle mani, coinvolgendo emotivamente lo spettatore. Questi momenti sono aiutati da un’ottima performance di Dwayne Johnson che, per uno della sua stazza, si immedesima perfettamente nella parte di un uomo vulnerabile e pronto a tutto pur di salvare la sua famiglia. La sua disabilità evidente non intacca minamente il suo orgoglio da guerriero, bensì lo trasforma in vero e proprio supereroe capace di compiere balzi ai limiti della fisica.

Saltare da un palazzo all’altro è normale amministrazione per The Rock

Putroppo abbiamo constatato che le sequenze adrenaliniche non riescono a celare il difetto primario di Skyscraper, ovvero una trama ricca di clichè buttati a muzzo come se ci trovassimo in un calderone. Le motivazioni dei villain sono blande e gli archi narrativi di personaggi interessanti, uno su tutti quello di Pablo Schreiber, vengono accantonati troppo rapidamente. La contrapposizione buono – cattivo sta alla base della riuscita di un buon film e, in questo caso, non ci si avvicina minimamente all’iconico Hans Gruber interpretato da Alan Rickman in Die Hard. Chiedevamo troppo, lo sappiamo, ma un minimo di costruzione emotiva e strutturale non avrebbe guastato. Forse il regista non era interessato alla storia, ma voleva semplicemente mettere in risalto le doti atletiche e lo spirito indomito di un eroe americano al quale tutti dovrebbero guardare con ammirazione e rispetto. Anche l’intera cospirazione riguardante il miliardario cinese Zhao (Chin Han) non raggiunge l’intensità sperata.

Essendo un film PG-13, non aspettatevi sangue a fiumi e linguaggio scurrile come in un’opera di Tarantino. La carneficina c’è, ed anche parecchia, ma oculata in maniera tale da non mostrarla esplicitamente. Soltanto quando Will viene colpito da proiettili lo vediamo sanguinare, perchè è giusto così. Ci vuole sempre una sana dose di immedesimazione e sospensione della credulità. La pellicola è altamente drammatica, ma il carisma di The Rock dà luogo a qualche momento di ilarità che riesce a spezzar giustamente il tono in alcune occasioni. La sua alchimia con la moglie Sarah, interpretata da Neve Campbell, è particolarmenre sentita e convincente.

Salvare la sua famiglia dall’incendio è l’unica cosa che conta per Will

In conclusione, Skyscraper è una pellicola che deve essere visonata a cervello spento, senza troppe domande e illazioni, come accade per ogni disaster movie che si rispetti. Non ci sono metafore, nè messaggi simbolici. C’è soltanto pura distruzione visiva e senso di vertigini. The Rock fa quello che gli riesce meglio da anni, ovvero intrattenere, divertire e menare le mani con facilità disarmante. Se siete alla ricerca di un film che possa allietare questa torrida stagione estiva, allora Skyscraper fa per voi. Pur non raggiungendo nuove vette di originalità cinematografica, rimane in ogni caso un blockbuster caciarone che si lascia guardare indugi. Solo un favore, però: lasciate in pace Bruce Willis e non scomodate i paragoni con Die Hard.

Trailer Ufficiale:

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