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Smartwatch, fit racker e Kerv; il futuro dei pagamenti è indossabile

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La cara vecchia moneta sonante è al tramonto? Se lo chiedono in molti nell’epoca della trasmigrazione al cosiddetto “Denaro liquido”, attraverso gli strumenti che maggiormente incentivano la velocità delle operazioni. Ma quanti, specie in Italia sono pronti  all’idea di sostituire il vecchio bancomat con le nuove forme di pagamento via Smartphone?

Anche in questo caso, non esiste un bacino d’utenza predefinito, ma la trasformazione è già in atto, come afferma un rapporto pubblicato da MasterCard, secondo cui un europeo su quattro guarda con entusiasmo il wereable payment; ossia il pagamento veloce, non solo attraverso le applicazioni sul smartphone, in grado di dialogare con il pos, ma anche attraverso nuovi dispositivi quali, smartwatch, fitracker e altri strumenti la cui facilità e velocità sta proprio nel fatto di essere “indossabili”.

In particolare lo smartwatch, prima con Apple Watch, poi con Android si è maggiormente diffuso tra i professionisti, grazie alle app correlate al proprio sistema operativo.

Il Gear S3 di Samsung, per esempio ha anche introdotto la tecnologia mst (magnetic secure trasmissione) ed è compatibile con i pos di nuova generazione e persino le carte di Banca Carrefour e Mastercard.

Si stima che il valore complessivo dei pagamenti mobili potrebbe raggiungere i 95 miliardi di dollari entro la fine del 2018; questo tenendo conto anche dell’arrivo sul mercato, di Google Pay, che estenderà definitivamente le funzionalità di pagamento a tutti gadget Android.

Oltre agli orologi, esistono in commercio anche altri oggetti innovativi, incentrati sulla vestibilità. Un esempio è costituito dai braccialetti-borsellino, come il Letspay, di Unipol, al cui interno viene inserito il chip della carta di credito, che può essere Visa o Nexi, da avvicinare semplicemente al pos; la sua praticità è data dal fatto che per una spesa fino a 25 euro non è necessario digitare il pin.

Uno dei gadget più interessanti però è Kerv; un’anello basato su tecnologia bfc, che non ha bisogno di essere collegato a uno smartphone, e può diventare un efficace mezzo di pagemento contactless.

Cervo è molto diffuso a Londra può essere può essere utilizzato anche su metropolitana e autobus, ma ancora più avveniristico dovrebbe essere il Tokenring, che oltre ai pagamenti, potrebbe sostituire in futuro il badge e la chiave dell’auto.

Il senso di tutti questi dispositivi è lo stesso: permetterci di lasciare il portafogli a casa e pagare rapidamente le piccole spese, senza neppure mettere mano al telefono.

L’Italia, nonostante molte remore, però si sta portando avanti rispetto ad altri Paesi sul tema del mobile payment, con un consumo medio di oltre il 50% annuo e sta trascinando i pagamenti digitali, ma quello che ancora fatica a prendere piede è il senso pratico di questa trasformazione; l’accessibilità alle normali funzioni, lasciando a casa il portafogli e la rapidità nelle piccole spese.

Vi sono ancora alcuni problemi legati alla sicurezza poiché, se gli smartphone con i loro sistemi di protezione crittografica e algoritmica, offrono delle garanzie maggiori, il wearable ha certamente dei gradi di sicurezza ancora non molto elevati. questo riguarda principalmente oggetti come l’anello o il braccialetto, che non sono dotati di uno schermo per visualizzare in tempo reale le informazioni sul pagamento.

Le notifiche e informazioni sul pagamento, inviate direttamente sul proprio smartphone, permetteranno a questi oggetti di diventare maggiormente interattivi e facilitare le operazioni quotidiane.

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