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Speciale Star Wars: Il ritorno di Ian Solo

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Speciale, Star Wars: Il ritorno di Ian Solo

Comparso per la prima volta nel primo film di Star Wars, Guerre Stellari, nel lontano 1977, il simpatico pilota del Millennium Falcon torna in un film tutto suo, capace di espandere per l’ennesima volta l’universo galattico creato da George Lucas

Manca ormai veramente poco per l’uscita del nuovo e attesissimo spin-off della saga di Star Wars: si tratta di Solo: A Star Wars Story, titolo che riprende, dunque, il precedente Rogue One: A Star Wars Story.

Questa espansione dell’universo creato da George Lucas, e ceduto poi alla Disney, si riallaccia alla vecchia trilogia, quella storica comparsa tra la fine degli anni ’70 e i primi anni ’80: l’originale Guerre Stellari del 1977 (poi rinominato Star Wars – Episodio IV: Una nuova speranza), L’impero colpisce ancora (1981) e Il Ritorno dello Jedi (1983). Proprio da quest’ultimo riprendeva il settimo episodio della serie, Il risveglio della forza, in onda questa sera, in prima serata, su Canale5.

E proprio nel Ritorno dello Jedi era comparso per l’ultima volta Han (o Ian) Solo, interpretato all’epoca da un giovanissimo Harrison Ford, fresco del successo ottenuto con il primo film di Indiana Jones (I predatori dell’arca perduta) e del cult di Ridley Scott, Blade Runner.

ian soloIl fascino dell’universo di Star Wars è proprio la sua possibilità di espandersi all’infinito. All’inizio di Guerre Stellari, si sa ben poco dei Jedi e dei Sith o di come Darth Fener sia diventato così crudele. Ecco che la trilogia dei prequel (La minaccia fantasma, L’attacco dei cloni e La vendetta dei Sith) aveva osservato proprio l’ascesa e la caduta di Darth Fener, la trasformazione lenta e dolorosa di Anakin Skywalker nel fedele servitore di Darth Sidious, il Signore dei Sith. Di tutti gli altri personaggi di contorno – tra cui proprio Ian Solo – si diceva poco o niente: il fulcro dell’azione sarebbe diventata poi la scoperta di Luke circa la parentela, da un lato, con Darth Fener (da qui il famoso «Io sono tuo padre!»), dall’altro con la Principessa Leila, sua sorella gemella.

In tutto questo, Ian Solo, affiancato dal co-pilota del Millennium Falcon, Chewbecca, costituiva soltanto una spalla, ma il protagonista restava Luke. Ian Solo era però fondamentale per dare alla vecchia trilogia una connotazione ben più ironica che fantascientifica, cosa che invece non accade nei film successivi. I suoi battibecchi con Leila ne sono la prova.

In Guerre Stellari, Ian Solo aiuta Luke a liberare Leila, che guida i ribelli. Leila è stata rapita dalla Morte Nera, l’arma di distruzione di massa ordita dall’Impero Galattico. Il grande appoggio che Ian offre a Luke per sconfiggere il nemico lo conduce poi a essere premiato da Leila con una medaglia d’onore. Si capisce che tra i due c’è qualcosa di affettuoso, ma questo sarà confermato soltanto nel secondo film, L’impero colpisce ancora. La conclusione lascia però con il fiato sospeso e con un chiaro rimando al terzo e ultimo capitolo – fino a quel momento – della saga, Il ritorno dello Jedi.

Nell’Impero colpisce ancora, Ian è tradito dal suo vecchio amico Lando Calrissian, amministratore di Cloud City, dove Ian è arrivato per riparare il Millennium Falcon. Ma Lando lo consegna all’Impero e alla fine giunge tra le grinfie di Jabba the Hutt su Tatooine (che ritorna nella Minaccia Fantasma: è qui che è nato il piccolo Anakin ed è da qui che il Maestro Jedi Qui-Gon lo preleva, dopo aver percepito grande Forza in lui).

Il film successivo, Il ritorno dello Jedi, si ricollega con quello precedente proprio grazie alla liberazione di Ian Solo da parte di Leila e di Luke, che intanto è stato addestrato dal Maestro Yoda ed è diventato un Jedi.

Il finale del Ritorno dello Jedi non poteva far immaginare a una ulteriore prosecuzione di un soggetto che poteva fermarsi alla morte (e alla redenzione) di Darth Fener nonché al ricongiungimento di Ian con Leila. Così, in Star Wars VII – Il risveglio della Forza troviamo una situazione simile a quella di Guerre Stellari, con una nuova minaccia e nuove forze oscure che incombono sulla galassia. Ed ecco che anche per Ian Solo è arrivato il momento di tornare: è un po’ invecchiato ma è sempre lui, pronto a mettersi alla guida del suo Millennium Falcon. Come al solito, ad affiancarlo c’è il fido Chewbecca.

Nel corso degli anni – quindi nell’arco temporale che copre il non-narrato tra Il ritorno dello Jedi e Il risveglio della Forza – qualcosa è accaduto: Ian Solo e Leila hanno avuto un figlio ed è stato Luke a incaricarsi del suo addestramento. Purtroppo, non tutto è andato come previsto e se c’è una maledizione a colpire la famiglia Skywalker, ecco la conferma che se una generazione sarà incorruttibile, quella successiva si lascerà sedurre dal Lato Oscuro.

Ma in Solo: A Star Wars Story, siamo davvero molto lontani da tutto ciò. Anzi, il film, in uscita il prossimo 23 maggio, segue gli eventi già narrati in Rogue One, focalizzandosi però sul giovane Solo. Si presuppone, dunque, che, così come in Rogue One, tutto riconduca a quanto è accaduto poco prima di Guerre Stellari/Una nuova speranza.

Non sarà affatto facile, per Alden Ehrenreich, non far rimpiangere Harrison Ford. Lo scontro con il Mito è iniziato.

Agli spettatori l’ardua sentenza.

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