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La stella che ha sfiorato il sistema solare

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Un team di astrofisici dell’Università di Rochester a New York hanno appena dichiarato di aver scoperto una stella passata vicinissima al sistema solare circa 70’000 anni fa, ai tempi in cui l’uomo, per la prima volta, si apprestava a dirigersi al di fuori del continente africano. Attualmente l’astro più vicino alla Terra è Proxima Centaury, distante 4,2 anni luce. Questa stella è invece è transitata a soli 0,8 anni luce, una sciocchezzuola in termini astrali e gli scienziati hanno scelto di chiamarla Scholz, dal nome dello scienziato che per primo la scoprì verso la fine del 2013.

Attualmente è in allontanamento dal nostro globo con una velocità di 83 km al secondo, distante ormai 20 anni luce. In realtà, le stelle che sono si sono avvicinate alla Terra sono state due, infatti sono parte di un sistema binario che vede al suo interno una Nana rossa, possedente solo l’8% della massa del Sole, e un’ancora più leggera Nana bruna, con una temperatura troppo bassa per poter innescare le reazioni termonucleari che fanno normalmente brillare gli astri e quindi scura.

Entrambe avrebbero attraversato la nube di Oort, una regione situata all’estremità del nostro sistema solare composta da miliardi di comete, senza però turbarle data la loro composizione molto poco densa, senza innescare nessuna pericolosa pioggia di asteroidi. I nostri antenati preistorici non si sarebbero quindi accorti di nulla, questo evento straordinario, unico nel suo genere, non sarebbe perciò stato visibile ad occhio nudo, data la luminosità ridotta e la scarsità di effetti collaterali prodotti.

Eric Mamajek e Valentin Ivanov sono stati gli autori di questa ricerca, infatti hanno calcolato a ritroso la traiettoria che il sistema binario della stella di Scholtz avrebbe percorso, usufruendo essenzialmente di due dati principali: la velocità tangenziale e la velocità radiale. Questi due elementi sono stati anche il monito che ha mosso i due ad intraprendere la strada che li ha portati alla scoperta, infatti essi erano notevolmente inferiori alle normali velocità di un astro in quella zona.

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