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Strage di migranti: 300 i morti

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Erano quattro i barconi che trasportavano i profughi dalla Libia sino all’isola di Lampedusa. Ma quei quattro barconi, e con loro i profughi a bordo, non vedranno mai l’isola più a sud d’Italia, prima tappa di una nuova vita, un viaggio verso la libertà.

Secondo le prime stime, i passeggeri di quei quattro barconi erano quasi 400, ma la Marina Militare ha già ripescato i corpi di almeno 300 persone. Uomini, donne e bambini, affogati, nelle acque gelide del mar Mediterraneo. Secondo un passeggero, aiutato da una nave di italiani e portato poi a Lampedusa, i barconi erano partiti due giorni fa dalla Libia, e ha potuto vedere due di questi, colpiti da forti onde, fino a che i due mezzi si sono rovesciati, facendo cadere in mare oltre 200 persone.

Fino ad ora, la Guardia Costiera ha ritrovato solo 9 persone in vita, mentre i morti arrivano a 300. La scena però è già stata vista in passato, a ottobre dell’anno scorso, quando oltre 400 migranti persero la vita, quasi nello stesso modo. Alcuni superstiti raccontano che hanno dovuto pagare 650 euro per il viaggio, e sono partiti sabato da Tripoli, dove erano stati ammassati in un campo, per un totale di 450 persone. Quando è stato il momento di salire a bordo, non era più possibile rifiutarsi: chi mostrava tentennamenti per paura del mare, veniva spinto a bordo sotto la minaccia delle armi.

La Guardia Costiera sta continuando le ricerche, e mentre dai due gommoni affondati si sono recuperati solamente 9 persone, dagli altri due i superstiti sono 75. Degli altri non c’è traccia, ma tra le condizioni del mare e la temperatura, è quasi impossibile che siano riusciti ad arrivare vivi alla riva.

Stanno intanto nascendo le prime polemiche, in quanto l’operazione Triton non è all’altezza del compito che gli è stato assegnato, ovvero il controllo delle zone al largo di Lampedusa per intercettare e soccorrere eventuali barconi di migranti. Mare Nostrum, sostituita appunto da Triton, aveva più potere e una struttura diversa, mentre la figlia dell’agenzia europea Frontex non può operare in quelle zone, come si è potuto vedere nella notte. I primi a dare l’allarme sono stati gli uomini di una nave mercantile che hanno notato un barcone che stava affondando, e solo stamattina un aereo militare ha sorvolato le acque della zona alla ricerca di corpi e superstiti.  L’associazione Save The Children chiede un incontro con il Governo italiano e l’Europa, affinchè si impegnino  veramente per evitare che tragedie di questa entità si ripetano nuovamente.

Federica Mogherini ha già inviato una richiesta per un incontro che pare avverrà ormai a marzo, ma la realtà è semplicemente una: occorrono molti più fondi per pattugliare con serietà i confini italiani. Anche la Presidente della Camera Laura Boldrini si dice addolorata per quanto accaduto, sottolineando che questo è avvenuto dopo la fine di Mare Nostrum.

di Alessandro Bovo

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