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Sulla mia pelle: Il caso Cucchi alla Mostra del Cinema di Venezia

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Anche il bardo luminescente della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia affronta l’attualità nuda e cruda della storia recente: nuda e cruda come il corpo martoriato e inerme di un giovane sul freddo lettino di un obitorio. Quel corpo racchiude misteri e abusi di una storia italiana non sempre svelata e troppo spesso occultata. Stiamo parlando di Stefano Cucchi e del film ispirato ai suoi ultimi giorni di vita.

“Sulla mia pelle” è il titolo del nuovo film di Alessio Cremonini, raccontano, tra i fasti del Red Carpet, il caso del geometra romani, arrestato per possesso di stupefacenti e morto dopo sette giorni di detenzione, in seguito alle percosse ricevute in carcere.

Il film di Cremonini, che ha inaugurato la sezione Orizzonti per i  registi emergenti del cinema italiano, ripercorre i giorni precedenti a quel 22 ottobre 2009, raccontando i giorni della prigionia di Cucchi, interpretato da Alessandro Borghi. Momenti duri e carichi di forte impatto emotivo nel quale il giovane appare, denutrito e carico di ematomi, in tutta quella fragilità umana, che non risparmia nessuno; neanche la vita di strada.

Quello che accade dopo è storia: cronaca, udienze, perizie, maxi perizie, centinaia di testimonianze, consulenze tecniche ascolta e depistaggi, per una vicenda che va ad annoverarsi tra i tanti misteri italiani, ma che la volontà della sorella Ilaria (Jasmine Trinca), riesce a tenere sempre viva nell’opinione pubblica e in una giustizia che ancora cerca di nascondere “l‘omicidio di stato”.

Ancora una volta è il cinema a farsi veicolo di riflessione e informazione e, sebbene questa vicenda non veda tutti dalla stessa parte, ciò che può aiutare a comprendere è che; quando avviene un fatto del genere, non ci sono vincitori né vinti, anzi solo eterni sconfitti.

Sulla mia pelle è una produzione Netflix e la piattaforma  streaming ha già annunciato l’anteprima sul sito, per il 12 settembre.

 

 

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