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Terremoto a Siena e Firenze: solo tanta paura

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Immagine: Pixabay

Solo una grande dose di paura oggi a Firenze e a Siena, quando la terra ha iniziato a tremare. La giornata, difatti, è giunta al termine senza incidenti e feriti, anche se le scosse hanno causato numerosi disagi, primo fra tutti l’evacuazione di alcune scuole, per il pericolo che le continue scosse causassero dei crolli.

Sono state numerose, difatti, le scosse che hanno messo paura alle due città toscane, facendo riversare la gente nelle strade. La prima scossa è avvenuta alle nove di questa mattina, avvertita soprattutto nella zona del Chianti, e hanno continuato fino alle undici e mezza. Solo alcune si sono sentite anche a Firenze, in particolare una, che si è prolungata per diversi secondi che sono sembrati ore.

I Vigili del Fuoco hanno accertato che non ci sono stati incidenti, ma le telefonate per avvertirli delle scosse sono state migliaia. Da questa mattina, i Vigili del Fuoco e la Protezione Civile stanno sorvolando l’area, per accertarsi che non ci siano danni nel territorio.

La scossa più forte era di magnitudo quattro con una profondità di sette chilometri.

Si sono potute contare in tutto centoventi scosse, tutte superiori al livello due di magnitudo. A Firenze, i musei sono stati chiusi per garantire la sicurezza dei turisti che li stavano visitando, in quanto le scosse si sono susseguite per tutta la giornata, senza mai fermarsi.

Gli esperti che seguono lo sciame sismico hanno dovuto confermare che non posso azzardare una fine certa delle scosse, che potrebbe continuare per settimane intere. La prima è stata avvertita all’una di questa notte, ma si pensava fosse semplicemente una scossa di poco conto.

Nonostante la magnitudo molto bassa, la popolazione ha vissuto la giornata in piena e continua agitazione, dovendo correre fuori dagli uffici o dalle proprie case quando avvertivano la scossa.

Moltissimi i messaggi su Facebook e Twitter, che hanno inondato la rete per avvertire del terremoto in corso. Ma oltre alla paura, qualcuno ha saputo gestire l’ansia buttandosi sull’ironia, come uno studente che ha scritto uno stato affermando:

ho preso sei in un compito ed è venuto il terremoto.”

di Alessandro Bovo

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