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Ultimo giro per The Americans; forse la serie più sottovalutata degli ultimi anni

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L’inevitabile destino apolide di un figlio, che non ha più la consapevolezza di quale sia la sua origine. Forse un dilemma nascosto, oppure un senso di colpa proiettato nello spettatore, in un claustrofobico, dove non esistono né buoni né cattivi in toto.

Probabilmente uno scambio che non lascia aperto uno spiraglio, ma sicuramente sconvolgerà chi ha amato e anche chi ha ignorato  The Americans; la Serie Tv di Sky, giunta alla sesta e ultima stagione.

Sarà proprio l’epilogo, a quanto pare, per un prodotto che ha saputo raccontare in maniera cruda e affascinante, uno stralcio di America nascosta degli anni ’80, dove la vita ordinaria di tutti i giorni conviveva con la minaccia continua e oscura di una guerra fredda fra i due blocchi contrapposti: Usa contro Urss.

Ma qui non c’è Rocky Balboa, il cui coraggio convince persino gli alti gerarchi del Partito Comunista; qui siamo in America, dove un limbo dolcemente malinconico diventa lo scenario dei protagonisti; una normale famiglia americana, i cui figli vanno a scuola e la cui coppia svolge una vita tranquilla e affascinante, che però non è la loro vera vita.

Philip ed Elizabeth Jennings, sanno mescolarsi benissimo nel mondo in cui vivono, perché sono stati addestrati a fare questo, ma anche a entrare in azione, non appena gli viene richiesto.

Ma chi sono? Sono cittadini americani; ma hanno anche una vita precedente che li vede giovanissime spie russe, infiltrate nel sistema che, allora doveva essere sconfitto in nome della democrazia.

La storia che li vede protagonisti è lunga; dall’azione sempre più incisiva del loro operato in Usa, per ritrovarsi alla fine come residuati di un’epoca finita i quali, dopo la fuga in Russia, semplicemente non esistono più.

I fatti sono diventati sempre più intricati, il sangue e la violenza, sembra lasciano più spazio alla malinconia e alle divergenze che rendono sempre più compatibili le due ex spie, ma anche i loro figli, nati sotto l’egida di un altro modello culturale. I personaggi sono maschere consumate dal tempo e da una storia che volge al termine, ma hanno resistito talmente a lungo da essere diventate identità pericolosamente reali.

Forse questo è uno degli elementi che rende The Americans, una delle serie a stelle e strisce, rispettata ma anche una delle più sottovalutate degli ultimi anni. Ignorata dall’ Accademy e confinata nella nicchia purista degli amanti della serie, la serie convince, perché è sapientemente strutturata seguendo due diverse linee guida, ognuna delle quali viene trattata con uno stile e un equilibrio davvero innovativi: il thriller di spionaggio e il modello del drama familiar-romantico, al cui centro vi è una storia del mondo più recente.

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