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Coming Through “The End of The F***ing World”

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The End of The F***ing World
The End of The F***ing World

E’ un mondo vario il nostro; nonostante i nuovi mass media siano diventati media tradizionali e contenitori di una raffigurazione del mondo tradizionalmente omologata, lo stupore è destinato a diventare il primo veicolo per l’immaginazione. I serialminds potrebbero associarlo alla serie tv della propria vita; a questo possibile universo quindi non dovrebbe mai esserci fine.

E’ proprio questo possibile connubio tra realtà e surrealismo esistenziale, che spiega le ragioni per cui The End of The F***ing World, merita davvero di essere vista da tutti; senza lasciarsi impressionare da possibili contenuti “eccessivi”.

La serie Tv di Channel 4 creata da Jonathan Entwistle, è nata  dalla fantasia di Charlie Covell, basandosi sulla graphic novel di Charles S. Foresman, per approdare su Netflix.

Si parla di surrealismo quasi parossistico, per una storia che, osservando un possibile immaginario del mondo, veicola il più classico ed emotivo rapporto d’amore fra due giovani adolescenti: James (Alex Lawther) e Alyssa (Jessica Barden).

L’empatia nasce in base alle caratteristiche personali dei protagonisti: James, solitario al limite dell’outsider, perché convinto di essere uno psicopatico, che aspetta solo il momento giusto uccidere qualcuno. Egli si è addirittura preparato all’ineluttabilità di un destino da serial killer, dopo mesi di “pratica uccisoria” con animali di varie taglie.

Alyssa invece è la classica ribelle cinica e irruenta,  arrivata nella scuola da poco e che vede in James un suo simile, in un mondo fatto di snobismo e apparenza. I due si ritroveranno ad affrontare un viaggio alla ricerca del padre biologico di lei, descritto all’inizio della serie, come uno uomo spregevole. Durante questo itinerario, sboccerà un amore, ovviamente affine all’indole distorta e dissociata che li accomuna e che trasformerà i due ragazzi in una sorta di Bonnie e Clyde adolescenti, protagonisti di una serie di vicende che li faranno scivolare in un vortice spregiudicato di amore e violenza. Quello che lei non sa inizialmente e forse non saprà mai, è che, la prima vittima predestinata di James, era proprio Alyssa.

Una crime story a tutti gli effetti, cruda e dissacrante, intrisa di quel black humour tipicamente inglese, che non punta sulla suspence, ma riesce comunque a distorcere la percezione fresca dello spettatore, nel capire cosa succederà nella scena successiva.

il mondo folle e agrodolce, costruito attorno a due personaggi assolutamente borderline, la cui anomia di ruoli diventa un motivo di curiosità trascinante, che guida un realismo emotivo molto travolgente.
Sono molti i motivi di dibattito, davanti a una serie con questi contenuti, specie alla luce di quello che sta succedendo nelle scuole americane. Sta di fatto che The End of The F***ing World vuole essere sincero; mantenendo un distacco simbolico con un’iperbole di sensazioni e sentimenti comuni a molti e con cui è molto facile persino identificarsi.

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