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Un giornale on line diretto da giovani: l’idea di Mentana fa il giro della rete

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Un giornale online gestito da giovani, ma non solo per i giovani. A proporre l’iniziativa, che in questi giorni ha fatto il giro dei social, è una delle firme più autorevoli del giornalismo italiano: Enrico Mentana.

Il direttore del Tg di LA 7, da sempre attivo tra le comunità virtuali e molto seguito per la capacità naturale di gestire e confrontarsi speditamente con i suoi interlocutori di Twitter e Facebook ha espresso l’intenzione di i giovani giornalisti a trovare uno spazio per imparare, fare esperienza e progettare il futuro della professione.

Il bisogno del direttore nasce non solo dalla sua forte battaglia contro le fake news, ma anche dalla necessità di dare uno spazio reale a coloro che vogliono o stanno cercando di avvicinarsi al mondo della ex-carta stampata (anche se il cartaceo resiste e risulta sempre più affidabile) e che spesso trovano solo spazi su siti on line, poco visitati o poco interessanti, sui quali gli stessi sacrificano tempo ed energie senza neanche avere un contributo economico o la possibilità di crescere e fare esperienza redazionale.

Da qui l’idea di far nascere un quotidiano digitale realizzato e gestito esclusivamente da giovani con regolare contratto, al fine di “riaprire, come ha scritto in un post, il mercato della scrittura e della lettura giornalistica per le nuove generazioni”.

Mentana, reduce dal reclutamento fittizio della rivista “Rolling Stone Italia”, per la campagna contro Salvini, dal quale si è dissociato molto elegantemente, sostenendo di non essere mai stato contattato, ha già predisposto un piano progettuale che lascerebbe a lui e altri professionisti  la sola “tutela redazionale”; mentre per quanto riguarda i contenuti “una parte del finanziamento e il contributo quotidiano di scritti che fino a oggi ho postato su Facebook”.

Il motivo alla base della sua proposta è data anche dalla crisi della stampa tradizionale, legata al crollo della pubblicità, all’ abbattimento dei profitti a causa della proliferazione di riviste e giornali sul web, ma soprattutto al costo sempre più alto del lavoro giornalistico rispetto alle entrate degli editori.

“Il risultato però è che noi siamo ancora seduti, spiega Mentana, tutelati da contratti che ci tutelano, ben pagati, con una cassa sanitaria autonoma e una pensione che ci aspetta. Fuori tanti giovani, potenzialmente più che meritevoli, aspettano in piedi e senza garanzie”.

Un’iniziativa paradossalmente fuori dalla righe e dagli schemi del sistema convenzionale, ancora molto legato al “baronato” della professione, ma che richiede prima di tutto un grosso sostegno economico. E quindi la domanda sorge spontanea: con quali soldi?

“Se con contributi economici e pubblicità si reggerà, bene. Se, come inevitabile almeno all’inizio, sarà in passivo, ci penserò io”, sancisce il direttore. L’eventuale profitto potrà essere il pretesto per future assunzioni e collaborazioni. Questa è la prospettiva che pone Enrico Mentana, quale possibile mecenate del giornalismo contemporaneo, al quale si spera possano aderire l’ordine dei giornalisti e la FNSI, ma più di ogni altra cosa è la possibilità di dare un volto nuovo e moderno all’informazione, che permetta a tanti e troppi di aprirsi le porte verso una strada professionale seria e concreta.

La proposta di Mentana non fa un vero e proprio appello, ma ci si aspetterebbe che qualche altro direttore, possa affiancarsi e sostenere la proposta: in ballo c’è il futuro di una libertà d’informazione già troppo provata dal cancro del clientelismo, della mediocrità e della falsità dilagante.

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