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Tra le tante figure leggendarie nate dalla mitologia greca, un gruppo di donne ha cercato di ribaltare i ruoli e di manifestare per la prima volta un’ideologia femminista: si tratta delle Amazzoni, le donne guerriere, nemiche giurate dei Greci e di Achille durante la guerra di Troia, ma anche di Ercole e di Teseo. Si sentivano alla pari degli uomini, tanto da negare la loro stessa femminilità con la mutilazione o l’occultamento del seno per poter diventare delle abili arciere. Non a caso, secondo l’etimologia, pure incerta, “amazzone” vorrebbe dire “senza seno”. E proprio di questa pratica ne hanno parlato alcuni scrittori dell’antichità, tra cui Virgilio nell’Eneide, lo pseudo-Ippocrate e Diodoro Siculo, ma anche l’ecclesiastico bizantino Eustazio di Salonicco nel XII secolo, commentando proprio il poema virgiliano.

Se secondo il mito le Amazzoni sono collocabili nel Medioriente, la storia ha proiettato le donne guerriere da tutt’altra parte. Nel 1542, percorrendo il fiume Marañón – poi ribattezzato fiume delle Amazzoni –, gli spagnoli guidati dal luogotenente Francisco de Orellana, ai quali il conquistatore Gonzalo Pizarro aveva ordinato di trovare viveri per rifocillare l’esercito, si erano imbattuti in un gruppo di donne guerriere, chiamate poi Amazzoni proprio ricollegandosi con il mito. Il nome del fiume che attraversa tutto il Brasile è quindi legato alla cultura occidentale e a personaggi come Ippolita (conosciuta anche come Melanippe o Antiope), moglie di Teseo dopo aver affrontato Ercole in una nelle dodici fatiche, dalla quale trarrà spunto William Moulton Marston per la genesi di Wonder Woman.

Yuri Leveratto, autore di 1542 – I primi navigatori del Rio delle Amazzoni, riporta le parole del frate erudito Gaspar de Carvajal, che aveva l’incarico di redigere il diario di bordo durante la spedizione di Orellana:

«Queste donne sono bianche e alte e hanno i capelli neri uniti con trecce. Sono muscolose e coprono le loro parti intime con vesti di cuoio. Camminano fiere con archi e frecce e combattono con la forza di dieci uomini.»

Franz_von_Stuck_-Wounded_Amazon,_1903Secondo il racconto di un indio, riportato nel diario di Carvajal, le Amazzoni praticavano una vera e propria cultura del femminismo ante-litteram. A loro non interessava il matrimonio, ma solamente procreare femmine, tant’è che rapivano gli uomini, li imprigionavano nelle loro grotte e li usavano solo per accoppiarsi. Poi, se nasceva un maschio lo uccidevano e restituivano il corpo al padre; se invece nasceva una bambina, la crescevano come una di loro e le insegnavano le arti della guerra. Anche nel loro gruppo c’erano delle regole, e a farle rispettare ci pensava la loro regina.

Il mito delle donne guerriere non poteva che suscitare la fantasia di registi, artisti e scrittori. La loro presenza, oltre al mito greco, è assai diffusa. Oltre alle donne guerriere di Camilla nell’Eneide, le ritroviamo nel Rinascimento italiano con Bradamante, Marfisa e Clorinda, rispettivamente nell’Orlando innamorato, nell’Orlando furioso e nella Gerusalemme liberata.

Non potevano mancare, poi, le saghe a loro dedicate. In Italia la più famosa è il ciclo delle Amazzoni di Gianluigi Zuddas, composto da quattro romanzi, Le Amazzoni (1978), Le Amazzoni del Sud (1983), Stella di Gondwana (1983) e Il volo dell’angelo (1984), appartenenti al filone nutrito della heroic fantasy, sottogenere conosciuto soprattutto per il ciclo di Conan il barbaro di Robert E. Howard.

By Polykleitos or Kresilas? (LuciusCommons (27 agosto 1998)) [Public domain], via Wikimedia Commons
By Polykleitos or Kresilas? (LuciusCommons (27 agosto 1998)) [Public domain], via Wikimedia Commons
Anche nel cinema le Amazzoni hanno avuto il loro spazio, in film come La disfatta delle Amazzoni (1933), Le Amazzoni – Donne d’amore e di guerra (1973), Le guerriere dal seno nudo (1974), La regina delle Amazzoni (1960) e Tarzan e le Amazzoni (1945), tutti film che, a parte il primo, non hanno lasciato traccia di sé. Ma le Amazzoni ritornano anche nella serie di Xena – La principessa guerriera. Xena ha creato una spaccatura in tante fazioni nella tribù delle Amazzoni, per questo sono molto diffidenti nei suoi confronti. Eppure Olimpia, la compagna di viaggio di Xena, diventa proprio principessa delle Amazzoni dopo aver salvato Terreis, a cui era destinato il ruolo di regina. Olimpia è quindi un’Amazzone pur continuando ad affiancare Xena nelle sue avventure.

Al di là di Wonder Woman, per quanto riguarda i fumetti, le Amazzoni compaiono anche in un albo di Zagor, quando lo Spirito con la Scure e il fedele Cico si avventurano nella foresta amazzonica per farsi aiutare dalle guerriere Amazzoni nella ricerca della più importante base scientifica di Atlantide.

A conferma di quanto le Amazzoni siano attuali, Lineachiara, l’etichetta editoriale di RW Edizioni dedicata al fumetto internazionale, ha annunciato la pubblicazione di Epoxy, graphic novel di Jean Van Hamme sulle avventure erotiche di un’amazzone nell’Antica Grecia. L’eroina omonima, dopo essere stata catturata dallo spietato Koltar, incomincia un viaggio mitologico ed erotico in cui incontra centauri, amazzoni, ninfe, fauni e greci.

Da non tralasciare che Amazzoni erano chiamate anche le guardie speciali di Gheddafi, rigorosamente in tenuta militare, sulle quali si è soffermata Annick Cojean, una reporter di Le Monde, che dalle loro tremende testimonianze ha ricavato un libro intitolato Le prede. Nell’harem di Gheddafi.

Il mito, insomma, in un modo o nell’altro, continua ad affascinare, e per quanto le Amazzoni abbiano un’origine antichissima, sembra proprio che non abbiano nessuna intenzione di invecchiare.