Home Tech

WhatsApp Vs Facebook: scontro sull’affidabilità delle notizie

44

WhatsApp supera notevolmente Facebook per quanto riguarda la validità del forum nel commentare notizie. E’ il dato che traspare da un’analisi del Digital News Report 2018 del Reuters Institute for the Study of Journalism, relativo allo stato di “tossicità dei social network“.

Secondo questi ultimi rapporti, incentrati su un campione medio di popolazione, di diverse fasce di età in molti paesi, negli ultimi sette anni la crescita e il consumo dei social media, Facebook in particolare, è stata incessante; ora però c’è stata una brusca battuta d’arresto nella crescita.

Ciò è in parte dovuto ai numerosi scandali che hanno scosso i  giganti della comunicazione, negli ultimi mesi; ma in generale le conseguenze sull’acquisizione di dati sensibili, sono state meno influenti rispetto a un generale calo della reputazione del sistema informativo, che ha generato una percezione più forte percezione del processo di disinformazione e strumentalizzazione capillare, molto più evidente sulla rete di quanto lo fosse in passato.
In particolare, negli Stati Uniti è stato rilevato un calo di circa 6 punti percentuali nell’utilizzo dei social media, come rivelato da un sondaggio online di YouGov realizzato su un campione di 74mila partecipanti.

Grazie all’aggiunta di focus group de visu, in paesi come Regno Unito, Germania e Brasile, è apparso come proprio il social network per eccellenza sarebbe quello ad aver subito il calo più brusco, in riferimento proprio alla scoperta, condivisione e pubblicazione delle notizie.

I ricercatori hanno inoltre evidenziato la crescita esponenziale di altri tipi di social media: tra cui WhatsApp. La popolare piattaforma di messaggistica istantanea, risulta molto più affidabile di Facebook, per quanto riguarda la ricerca, la condivisione e il commento di notizie da circa metà del campione di utenti in Malesia e Brasile e circa un terzo in Spagna e Turchia.

La particolare attenzione che spingere sempre più gente preferire una comunicazione maggiormente privata, è dovuta alla tossicità dei dibattiti, presenti nella piattaforma di Zuckerberg, dovuti principalmente alla confusione delle informazioni e ai toni riscontrati nelle conversazioni su Facebook, quasi sempre aggressive e polemiche, e spesso anche minatorie.

Uno specchio fedele che impressione la realtà distorta nella quale vivono milioni di persone ogni giorno, facendo loro quello che è più incline alla propria identità, ripudiando il dissenso, piuttosto che imporre modelli di genericità, egocentrismo e spesso totale ignoranza su argomenti di livello generale.

Il servizio di messaggistica viene descritto come “capace di unire le persone”; in questo rientra anche Messenger, che in Italia risulta molto utilizzato.

L’informazione tradizionale si è trovata suo malgrado costretta a scendere a patti con l’informazione istantanea dei Social; deve però ritornare a essere un punto di riferimento e autorevolezza e non avvallare il bombardamento di notizie costruite ad hoc per suscitare emozioni contrastanti e confusione mentale. I casi sono stati centinaia: dalle fonti sbagliate di Libero o Repubblica, fino alle finte inchieste delle Iene su Blue Whale e rifiuti tossici in Calabria, per non parlare della disinformazione spregiudicata e pilotata sulle guerre in Siria, Libia e Yemen.

Il dato di affidabilità sui mezzi per condividere notizie è esemplare di come la gente l’informazione deve tornare a servire: non servire l’informazione.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here