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Al Cairo si giocava uno scontro al vertice del campionato di calcio tra lo Zamalek e l’Enppi, entrambe squadre della capitale egiziana. Ma i 10mila tifosi dello Zamalek, i “White Knights” (la frangia più estrema della tifoseria), volevano entrare nello stadio tentando di sfondare i cancelli, ha detto il Ministero dell’Interno egiziano, a fronte dei 5mila biglietti a disposizione. La polizia ha reagito affrontando gli ultras con gas lacrimogeni e causando 22 morti e 34 feriti, secondo le fonti mediche.

Uno scontro avvenuto prima della partita, giocatasi regolarmente – sarebbe stata la stessa federazione a spingere per il regolare svolgimento – e conclusasi 1-1 ma Omar Gaber dello Zamalek si è rifiutato di giocare.

Questo increscioso episodio non fa che riproporre il problema della sicurezza negli stati egiziani. Il 1° febbraio 2012 si giocava Al Masry-El Ahly e 73 furono i morti nello stadio di Port Said, ma si trattava di uno scontro tra tifosi. La polizia non fu in grado di sedare l’aggressione dei tifosi dell’Al Masry, nonostante la vittoria, nei confronti dei giocatori avversari.

Era la prima volta, dopo la strage di Port Said, che si concedeva ai tifosi ospiti una trasferta.

Su Twitter alcuni testimoni hanno caricato le immagini scioccanti degli  incidenti, con i cadaveri delle vittime per le strade.

Il Procuratore generale del Cairo ha aperto un’inchiesta.