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Isis ora minaccia di colpire l’Italia

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Bandiera Isis (Fonte: wikimedia commons.com)

Da qualche giorno sta circolando in Internet un documento diffuso dallo Stato Islamico in cui si avverte che il prossimo obiettivo da colpire e distruggere sarà l’Italia, o più precisamente Roma. Già nei giorni degli attacchi a Parigi, alcune fonti affermavano che Roma era in pericolo per la presenza dello Stato Vaticano, elementi che hanno portato la Polizia a intensificare i controlli.

Il documento è stato esaminato dai servizi segreti italiani, i quali assicurano però che l’attacco non dovrebbe essere imminente. A far capire che l’Italia sarà il prossimo obiettivo sono state delle cartine, in cui la capitale è segnata con un cerchio rosso. Ma nelle pagine successive i membri dell’ISIS che hanno redatto quel documento citano anche gli sciiti, definendoli tiranni del Maghreb, i quali assicurano che saranno sconfitti entro il 2020.

Il piano dei jihaddisti è quello di colpire l’intera Europa con dei missili, indirizzati verso l’Italia e la Spagna, accerchiando così gli Stati che saranno poi conquistati dal Califfato. Sempre nel documento si legge che dopo l’attacco missilistico, le truppe dell’ISIS entreranno fisicamente in Italia, iniziando l’opera di conquista.

Secondo i Servizi Segreti, il piano progettato dall’ISIS è molto irrealistico, ma la situazione viene monitorata con attenzione in quanto si può confermare in sicurezza che i membri dello Stato Islamico sono di certo convinti nella loro missione, quindi nonostante sia difficile arrivare a tanto, non si può sottovalutare il pericolo. In particolare, dopo quanto avvenuto a Parigi, si è capito che la situazione è critica, anche se non si parla ancora di una guerra tra Occidente e Oriente. C’è però il forte sospetto che i jihaddisti siano in possesso di alcuni missili, che potrebbero utilizzare per compiere la prima parte della loro guerra.

L’intelligence dei maggiori Stati europei è impegnata al massimo contro la minaccia islamica, in quanto tengono in considerazione la loro intenzione di colpire tutti quei Paesi che hanno collaborato con i raid in Siria.

di Alessandro Bovo

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