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Riforma elettorale: la legge approvata in Senato

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Palazzo Madama (Fonte: Wikimedia Commons)

Il tanto discusso Italicum passa anche al Senato. Sono 184 i voti favorevoli, 66 quelli contrari e 2 gli astenuti. Non è stato facile, ma alla fine la riforma elettorale può vedere la parola fine, o quasi. Ora dovrà tornare a Montecitorio per la votazione definitiva.

Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ci ha sperato fino all’ultimo, ed è da sempre stato uno dei tanti cavalli di battaglia su cui ha basato il suo programma, fin dalle primarie del Partito Democratico. L’Italicum non ha di certo avuto vita facile: è stato esaminato parola per parola in Commissione, per poi ricevere colpi da tutte le parti alla Camera, dove al momento della sua prima approvazione non ha potuto essere votato a causa della minoranza del Partito Democratico, che ha obbligato la Presidente Boldrini a interrompere la seduta.

Oggi non è stato molto diverso, ma la bagarre è scoppiata dopo le intenzioni di voto da parte di membri di tutti i partiti: causa di ciò pare siano alcuni punti inseriti dopo la discussione in Commissione, che però non sono stati esaminati. La minoranza è insorta, al punto che che Valeria Fedeli, Presidente del Senato di turno, ha dovuto sospendere la seduta. Alla ripresa, dopo 10 minuti, si  deciso di eliminare i punti aggiunti e non esaminati, procedendo poi alla votazione finale.

Questo è un giorno storico, hanno detto alcuni parlamentari, perché di fatto è stata approvata una nuova legge elettorale, che cambierà le modalità di votazione e la composizione del Parlamento, al momento delle elezioni amministrative. In particolare, però, c’è da ricordare che l’Italicum è una legge figlia di Matteo Renzi, ma ottenuta anche grazie all’aiuto di Silvio Berlusconi, il quale ha così potuto “tornare in gioco” grazie al patto del Nazareno, dando una mano alla nascita di questa legge.

#lavoltabuona è l’hashtag che in queste ore sta riempiendo Facebook e Twitter, utilizzato soprattutto da Matteo Renzi e Maria Elena Boschi, per far intendere che finalmente è arrivato il momento tanto atteso per modificare una legge che era stata dichiarata illegittima dalla Corte Costituzionale.

di Alessandro Bovo

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