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Michael Jackson e il passo di danza che sfidò la gravità. O forse no?

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Prendi uno dei balli più famosi di Michael Jackson e la teoria della forza di gravità; per quanto lontani i due mondi s’incontrano in maniera diretta.

C’è un videoclip in particolare Smooth Criminal, vera punta di diamante del celebre film Moonwalker del 1978, nel quale il celeberrimo Re del Pop, durante una delle straordinarie coreografie, esibiva un movimento in pendenza, pari  a un piegamento, noto come 45 Degree Lean. In questo particolare passo egli riusciva a restare perfettamente inclinato di 45 gradi, mantenendo eretto tutto il corpo e non solo la schiena; una posizione assolutamente innaturale e apparentemente impossibile per chiunque.

Quando il video uscì quasi tutti pensarono si trattasse di un trucco scenico; pur riconoscendo le variegate doti scenografiche di Jacko, molti pensarono che una tale capacità fosse surreale anche per lui. Gli stessi restare a bocca aperta, però  quando egli realizzò quest’acrobazia dal vivo, lasciando tutti stupefatti.

Ma com’è stato possibile per un uomo restare in equilibrio in quella posizione, sfidando la forza di gravità? A spiegare se si tratti di illusione o verità ci ha pensato oggi un gruppo di neurochirurghe indiani del Postgraduate Institute of Medical Education and Research a Chandigarh, attraverso uno studio sulla biomeccanica del piegamento; un processo fisico che viola, solo in apparenza la gravità.

Tutto si spiega durante i normali piegamenti in avanti che la schiena opera, quando raccogliamo un oggetto da terra; in questo caso tendiamo a fare perno sulle anche, ma è il muscolo erettore della colonna, a fare lo sforzo, contrastando quindi la gravità.

Quando il piegamento non coinvolge solo la schiena ma tutto il corpo, avviene un movimento estremamente innaturale, dove si fa perno sulle caviglie, rischiando anche strappi e tendiniti.

Secondo le leggi della fisica, quindi il corpo non può piegarsi così tanto, mantenendo inalterato il suo baricentro, perché la forza che attrae il corpo al suolo spingerebbe alla caduta.

Per quanto riguarda Michael Jackson, il mistero delle esibizioni dal vivo, viene svelato grazie all’utilizzo di un particolare paio di scarpe a forma di “V”, con le quali egli andava ad eseguire la mossa su dei chiodini opportunamente disposti sul pavimento, che seguono la forma delle suole, permettendo così al cantante e ballerino di appoggiarsi, facendo perno sulle caviglie e spostare il corpo in avanti, oltre il baricentro.

L’idea nasce da un modello di stivali realizzati per gli astronauti americani, i quali in condizioni di gravità ridotta, possono trovare un punto a cui agganciarsi, per trattenere il corpo della persona.

Certo tutti i sistemi tecnologici di questo mondo non basterebbero, se non si ha il fisico snodato, l’equilibrio e la dinamicità del grande Jacko, ma almeno una della tante leggende che circondano l’aurea sacrale di quest’icona della musica, è stata svelata senza scalpore.

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