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Recensione Charley Thompson (Lean on Pete, 2018)

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Recensione Charley Thompson (Lean on Pete)

Con la madre che l’ha abbandonato e il padre morto in seguito a un’aggressione, il giovane Charley Thompson si mette in viaggio in compagnia del vecchio e decadente cavallo Lean on Pete, uno che, come lui, ha perso un posto nel mondo

Charley Thompson (Charlie Plummer) è un adolescente che vive in una situazione famigliare alquanto complicata. Abbandonato dalla madre, si ritrova a dover sopportare i continui spostamenti del padre, che non è ancora riuscito a trovare una donna fissa che possa sopperire all’assenza materna e che pare proprio incapace di badare a lui.

Per questo, dopo l’ultimo ed ennesimo spostamento, che ha come tappa Portland, Charley si è rassegnato a non avere né una ragazza né un amico e a dovere, in qualche modo, badare a se stesso con quei pochi mezzi a sua disposizione. Così, Charley inizia a lavorare in un ippodromo malmesso e a fare quel che può per guadagnarsi da vivere. Proprio all’ippodromo, Charley conosce il vecchio cavallo da corsa Lean on Pete, ormai incapace di vincere una gara e che nessun fantino è disposto a montare.

In seguito alla morte del padre, Charley rischia di essere affidato agli assistenti sociali e di veder collassare tutto il suo universo e le sue speranze in un attimo. Eppure, nonostante la sua giovane età, decide di non perdersi d’animo; e preso con sé il vecchio Pete, che rischia di essere abbattuto, parte per uno straordinario viaggio on the road nelle regioni sperdute d’America, con destinazione una zia che non vede più da molto tempo e che rappresenta la sua unica speranza di riscattare la propria adolescenza.

Raccontato con uno stile pressoché documentaristico, in presa diretta e del tutto privo di un commento sonoro, Charley Thompson, tratto dal romanzo di Willy Vlautin La ballata di Charley Thompson (Mondadori), non è soltanto un viaggio iniziatico verso l’età adulta ma è anche un cupo sguardo sulle difficoltà incontrate da un adolescente nel momento in cui cerca di trovare un posto nel mondo.

Charley ThompsonCharley è un emarginato, senza famiglia e senza alcun tipo di altro legame affettivo, oltre che territoriale. Abituato a spostarsi di frequente, Charley ha capito di doversi arrangiare da solo e vede in Pete un altro emarginato: con tutti i cavalli giovani e disponibili a essere cavalcati e destinati a vincere le gare da corsa, Pete è ormai un escluso, destinato a sparire dal giro delle corse e quindi a diventare del tutto inutile. Ed è proprio Pete a diventare il compagno di viaggio ideale di Charley, che però tutto fa fuorché cavalcarlo. Il legame che si instaura tra il cavallo e il ragazzo è una sorta di empatia e di comprensione reciproca: entrambi scappano da un destino amaro, o meglio da quello che tutto può essere fuorché un futuro.

Il percorso di formazione di Charley non è privo di rabbia e di aggressività repressa, legate alla frustrazione per ritrovarsi a essere uno sbandato, un senzatetto. In questa difficoltosa crescita verso l’età adulta, Charley è accompagnato non soltanto da Pete e da una straripante voglia di riscatto ma anche dalla vecchia America: è l’America degli emarginati, di quelli che ancora non hanno conosciuto il grande sviluppo urbanistico e che hanno da sempre vissuto nelle città di frontiera, ai margini della civiltà e del grande universo delle industrie. E Charley è proprio in questa America che si muove: qui anche un furtarello diventa un gesto normale, seppur dettato dalla disperazione di non poter mangiare e di non poter contare su nessuno fuorché su se stesso.

Tra le ispirazioni dell’omonimo romanzo di Valutin, c’è anche Steinbeck, oltre che Huckleberry Finn di Twain.

«C’è una semplicità nel romanzo che volevo riuscire a catturare nel film» ha dichiarato il regista. «Willy non denigra nessuno dei protagonisti del romanzo, anche quando non si comportano nel migliore dei modi. Egli è perfettamente consapevole che queste persone stanno lottando per la sopravvivenza e questo ha un impatto profondo sul loro modo di agire. Da un certo punto di vista il suo romanzo è sul bisogno di gentilezza e compassione da parte di chi non ha nulla e il mio obiettivo è stato riuscire ad avere lo stesso senso di purezza. C’è una citazione di John Steinbeck, tratta da La valle dell’Eden, che apre il romanzo di Willy: “È vero che noi siamo deboli e malati e litigiosi, ma se non fossimo altro che questo saremmo già spariti da qualche migliaio d’anni dalla faccia della terra”».

Trailer:

DATA USCITA: 05 aprile 2018
GENERE: Drammatico, Avventura
ANNO: 2017
REGIA: Andrew Haigh
CAST: Charlie Plummer, Chloë Sevigny, Steve Buscemi, Travis Fimmel, Steve Zahn, Thomas Mann, Justin Rain, Amy Seimetz, Rachael Perrell Fosket, Lewis Pullman, Frank Gallegos
PAESE: Gran Bretagna
DISTRIBUZIONE: Teodora Film

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