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Alcuni tra i videogame più brutti degli ultimi anni

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L’evoluzione del digitale in tutte le sue forme; il 3, 4 e 5D rappresentano l’apogeo dell’immagine. Partendo dagli smartphone, passando per gli Smart Tv, vi è un mondo che viaggia attraverso i nuovi dispositivi, puntando sempre di più all’effetto realtà: il videogame.

Lo strumento diventato ormai una parte essenziale dell’intrattenimento, grazie alle nuove tecnologie, raccoglie un pubblico sempre più eterogeneo, che travalica i tradizionali limiti di età o genere, determinando in questi anni, una crescita esponenziale del mercato.

Tutto ciò ha avuto un inevitabile riscontro nella produzione e realizzazione di progetti sempre più costosi e raffinati; Un mercato che ha contagiato anche il mondo del cinema, impegnandolo in master piece assolutamente spettacolari dell’intrattenimento digitale.

Da Dishonored Doom, passando per la resurrezione di God of War, fino all’estroso Monster Hunter questi sono solo alcuni titoli, diventati anche grandi colossal di un settore in continua illuminazione.

Eppure viaggiando per la rete, è possibile trovare una vasta gamma di videogame considerati “minori“; purtroppo in questo caso l’aggettivo denota una reale scarsità di idee e di qualità del prodotto, nonostante i tentativi di realizzare qualcosa di alternativo al mainstream, che utilizzasse però gli stessi contenuti.

E’ possibile imbattersi in “Alone in the Dark: Illumination”, che ripropone una versione meno sofisticata dell’originale, ma vittima di uno sviluppo zoppicante e travagliato della storia stessa, risultando anche parecchio noioso.

Vi è ancora “Basement Crawl”; uno dei primi progetti, apparsi sui primi, PS4 e Xbox One, e un “fiore all’occhiello”: “Batman: Dark Tomorrow”.

Questo in particolare è entrato negli annali per il fatto di essere stato tra i peggiori titoli dedicati ai supereroi della storia. Dark Tomorrow uscì in origine su Game Cube nel 2008, e successivamente fu convertito per andare sulla prima Xbox.

Altra pietra miliare di questo campionario degli orrori digitali è “Bomberman Act Zero“: un arcade dai tratti morbidi e buffi, ma almeno aveva un gameplay semplice ed esauriente.

Per ogni prodotto di seconda serie però ci sarà sempre una corrente pronta a riedificarli nella storia: sarà la passione per il kitsch o la voglia di spingere agli estremi la propria curiosità, ma anche la ricerca spasmodica di andare a recuperare alcuni dei più brutti fallimenti della storia del videogame è di per se un trand.

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