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Cellule staminali per la diagnosi di malattie renali

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Un team di ricercatori dell’ospedale pediatrico Meyer di Firenze, delle facoltà di Nefrologia e Genetica, in collaborazione con l’Università di Firenze, ha brevettato un metodo innovativo per la diagnosi delle malattie renali. Il nuovo sistema di diagnosi si basa sull’utilizzo delle cellule staminali e permette di individuare la malattia e le sue cause nei casi in cui l’analisi del sangue non fosse sufficiente.

Durante lo studio, durato tre anni, gli scienziati hanno utilizzato le urine dei bambini per preparare i cosiddetti “progenitori renali“, ossia cellule staminali in grado di generare altre cellule renali. Come ha spiegato Elena Lazzeri, una delle autrici principali dello studio, le numerose cellule renali che si possono ottenere da un singolo progenitore renale possono essere trattate fino ad assumere le stesse caratteristiche della cellula bersaglio della malattia.

Immagine: Pixabay
Immagine: Pixabay

E’ per questa ragione che tali cellule staminali, dopo essere state modificate in laboratorio e successivamente analizzate, possono svelare le cause che hanno causato la patologia ai reni.

I risultati della ricerca sono stati pubblicati sul Journal of the American Society of Nephrology e costituiscono un passo fondamentale per lo studio delle malattie dei reni. La loro diagnosi, infatti, è molto complessa: generalmente sono causate dall’interazione tra alterazioni genetiche e fattori ambientali e questo rende ogni caso clinico diverso dall’altro.

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