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Jeff Bezos e il suo sogno di colonizzare la Luna

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Vi ricordate Al Pacino nei panni di Tony Montana, in Scarface? Vi ricordate la frase che troneggiava sulla statua, all’ingresso della sua lussuosa villa? “The World is Yours”.

Uno slogan pubblicitario che piacque molto al boss cubano, con l’intento di conquistare il mondo. Si può dire con questi esempi, che il cinema abbia stimolato parecchio i sogni di gloria di giovani ambiziosi e determinati, destinati a diventare grandi e potenti.

Il sogno americano di molti dei nuovi Paperoni si affianca sempre di più all’idea di conquistare molto di più della terra; del resto i pianeti sembrano più vicini di quanto si pensi!

La pensa senz’altro così Jeff Bezos il quale, dopo il mondo dell’E-commerce vuole conquistare un satellite: il più grande che abbiamo vicino; la Luna.

Il CEO e fondatore di Amazon non ha mai nascosto le sue velleità di riportare l’uomo sulla Luna. Un progetto condiviso anche da altri imprenditori della rete come lui, ma che nelle sue testimonianze, riportate  in un’intervista a GeekWire, appaiono sicuramente più chiare e definite.

Tutto ha origine dalla nascita della sua azienda spaziale; Blue Origin, che vanta una collaborazione attiva con la NASA e l’ESA, con lo scopo di creare un insediamento umano permanente sulla Luna.

L’obiettivo di Bezos, sarebbe quello di lanciare il Lander Blue Moon entro la metà del 2020, per effettuare una serie di sopralluoghi che permettono di rilevare la quantità di acqua necessaria a trasformare la luna in una possibile colonia umana.

Il satellite lunare, simbolo della letteratura fantascientifica del XX° secolo diventerebbe, secondo Mr Amazon, il posto ideale per spostare le sue aziende, su un pianeta diverso dalla Terra, che a sua volta verrebbe utilizzata per uno scopo esclusivamente residenziale o per attività industriali più piccole.

Per Bezos l’idea di trasferire l’industria pesante nello spazio potrebbe essere l’unico modo per poter garantire al nostro pianeta di sopportare la crescente domanda di energia e l’aumento della popolazione; il viaggio dovrebbe durare appena due giorni.

Resta da definire cosa ne penseranno le migliaia di dipendenti di Amazon, sparsi per il mondo: è possibile che, non avendo ancora la Luna una pressione fiscale, gli stessi possano essere sottoposti ad un trattamento economico e professionale più adeguato del modello turbo-capitalistico al quale siamo tutti sottoposti. Oppure sarà il grande progetto di delocalizzazione aziendale della storia?

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