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By Partidul Social Democrat from Romania [CC BY 2.0], via Wikimedia Commons
By Partidul Social Democrat from Romania [CC BY 2.0], via Wikimedia Commons
Nulla da fare per l’accorpamento del canone Rai in bolletta. Parola di Matteo Renzi, ospite ieri sera di Fabio Fazio a “Che tempo che fa”. Il Premier ha spiegato le cause che hanno portato ad abbandonare un progetto che sembrava ormai potersi concretizzare.

«Era una bella idea», ha detto Renzi, «ma c’erano problemi tecnici. I gestori della bolletta avevano problemi di tempo e logistica.»

Una manovra legata al mancato pagamento di un milione e mezzo di famiglie, come aveva detto il sottosegretario allo sviluppo economico, Antonello Giacomelli quando sembrava che la bolletta comprensiva di canone arrivasse dal 1° gennaio 2015.

«C’è un’evasione, per cui siamo tra i primi in Europa, che è attorno ai 600 milioni per un canone che è oggettivamente tra i più bassi in Europa. Questa situazione non è più tollerabile.» Renzi auspica però «una Rai che faccia formazione continua al servizio della scuole e che ha fatto grande con Benigni.»

In sostanza, non ci sarà niente di nuovo e il canone Rai manterrà l’importo del 2014, vale a dire 113,50 €.

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È stato invece approvato dalla Commissione bilancio della Camera l’emendamento alla Legge di Stabilità che riduce l’IVA dal 22 al 4% sui libri digitali, con la FIEG (Federazione Italiana Editori Giornali) tutt’altro che felice per la disparità di trattamento verso quotidiani e periodici online. Tutto questo, ha detto la Federazione, è un vantaggio non per gli editori ma per i consumatori.

Dal 1° gennaio, l’UE farà entrare in vigore il cosiddetto sistema comune d’imposta per limitare la concorrenza fiscale tra i Paesi ed evitare che i consumatori scelgano di acquistare un libro digitale da uno Stato piuttosto che da un altro solo per agevolazioni fiscali.