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Pitch Perfect 3: Le Bellas alla conquista del sogno

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Il sogno è l’espressione stessa della volontà. Per La  Girls band de Le Bellas, i sogno cominciano a prendere la strada desiderata. Il pubblico che ha vissuto con loro, le emozioni del campionato del mondo di canto a cappella, saranno rimasti un po delusi dalla scoperta che il gruppo si è sciolto e che, le ragazze da sole non hanno trovato molte occasioni.

Quando però il destino si presenta di nuovo alla porta, grazie alla possibilità di un tour all’estero, le Bellas decidono di ritornare insieme e ripetersi in gioco ancora una volta.

L’ebbrezza del successo, i sogni e la ricaduta nel mondo reale, rappresentano gli elementi di unione di Pitch Perfect 3. Il seguito diretto da Trish Sie, grazie alla sceneggiatura di Kay Cannon e la fotografia di Matthew Clark, raccoglie, se possibile,  le ceneri da cui lo storico gruppo femminile torna a fare i conti con il mondo reale.

Il successo ottenuto ai campionati mondiali di canto a cappella, travolge le ragazze con quell’ondata improvvisa e ingestibile di gloria, che non riusciranno a gestire. Così le ragazze forse ancora troppo ingenue, si ritrovano scoprire che la loro forza è rappresentata dalla loro unione; nessuna può fare a meno dell’altra. L’occasione arriva grazie ad un tour che le porta oltreoceano, durante il quale scopriranno punti di unione e fragilità che influenzeranno le loro decisioni future.

Il terzo capitolo di Pitch Perfect è tratto dal libro di Mickey Rapkin che mette in gioco consapevolezza e volontà, rappresenta  quel mix di passione, leggerezza ed emozione, che è una delle prerogative essenziali per il box office americano. La chiave del film sta nel raccontare una storia in cui tutti i giovani possono immedesimarsi, per capire cosa vogliono fare realmente nella vita.

Un commedia sui sogni e sull’arte, che si avvale della delicatezza di una ex ballerina come Trish Sie la quale, dopo una carriera decennale come professionista e coreografa, è approdata alla regia creando, dirigendo e producendo video musicali per diverse bands, tra cui gli OK Go, nel quale milita il fratello della stessa regista.

Un risultato notevole che le è valso un Grammy Award per il miglior video musicale e una collaborazione per il video di Upside Down & Inside Out, degli stessi Ok Go, che ha raccolto milioni di visualizzazioni nella sola prima settimana di pubblicazione.

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