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Stanno arrivando: la minaccia dell’Isis

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“Lo Stato Islamico sarà presto in Italia. E’ lo stesso Califfato ad avvertire gli italiani, con un hashtag, in lingua inglese, che recita “We_Are_Coming_O_Rome“.

Dal posto condiviso sul social network Twitter, gli jihadisti annunciano che sono già presenti nella capitale italiana, e che presto colpiranno la città, se non addirittura lo Stato del Vaticano. Nonostante pare quasi impossibile che l’Isis sia già arrivato in Italia, la minaccia non è da prendere come uno scherzo di cattivo gusto, e l’attentato di Parigi a inizio gennaio e la sparatoria a Copenaghen la settimana scorsa ne sono le prove.

Inoltre, qualche mese fa l’Isis aveva fatto circolare un documento in Internet nel quale si avvisava un attacco in arrivo anche per il Belpaese, ma nello stesso documento si sottolineava che non sarebbe stato nell’immediato futuro. Il documento difatti parlava di un attacco missilistico che dovrebbe partire dall’Africa e mirato a colpire il Vaticano. Dal post su Twitter, invece, parrebbe che i terroristi siano già nel territorio, pronti a scatenare un inferno come quello di Parigi.

I servizi segreti, dopo l’annuncio, si sono dati da fare per proteggere al meglio la popolazione e lo Stato, come già facevano da tempo. Nel post, venivano mostrati anche i membri dell’Isis con dei mezzi militari e carichi di miliziani armati, con la tradizionale bandiera nera.

Anche per queste nuove dichiarazioni, vengono aumentati i controlli degli immigrati in arrivo dalla Libia sui gommoni, salvati dalla Marina Militare e Guardia Costiera al largo di Lampedusa, in quanto è arrivata da Londra la notizia che alcuni terroristi potrebbero sfuggire ai controlli alle frontiere sfruttando proprio le immigrazioni clandestine. Riguardo a questo, si sono aperte delle indagini per il fatto che alcuni uomini presenti nei barconi di immigrati erano in possesso di armi, inteso come un segnale del tutto negativo, anche perchè i membri di Triton non sono armati, mentre nell’operazione Mare Nostrum era presente anche la Polizia.

Inoltre, a rendere più complicata la situazione non c’è solo l’immigrazione e la minaccia terroristica, ma anche la presenza della mafia che parrebbe sia all’interno delle organizzazioni che gestiscono i centri di accoglienza. A Catania, difatti, è stata avviata un’indagine per accertare che tutti i procedimenti avvengano alla luce del sole, senza infiltrazioni di stampo mafioso, o più in generale, criminale.

di Alessandro Bovo

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