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2001, Odissea nello Spazio: 50 anni oltre l’uomo nuovo

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2001 – Odissea nello spazio

L’alba di una nuova civiltà; il sole espande la sua luce, illuminando un monolite marmoreo che si erge verso l’era dell’uomo nuovo, scandita dall’intervallo musicale più famoso della storia: quel DO-SOl-DO del poema sinfonico “Also sprach Zarathustra op. 30”; di Richard Strauss.

Per chi non fosse vissuto sulla luna, questo è “2001, Odissea nello Spazio”; il capolavoro fra i capolavori, di Stanley Kubrick e della cinematografia mondiale.

Leggi il nostro speciale 2001, Odissea nello Spazio.

Il colossal che ha portato la società del XX° secolo verso l’era dell’immaginazione della comunicazione, compie anch’essa i suoi 50 anni tondi tondi.

Era il 3 aprile 1968, quando l’opera del regista-musicologo inglese, arrivò nelle sale, sconvolgendo letteralmente gli spettatori di tutto il mondo, grazie a quel connubio unico di alta tecnologia, scenografie surreali, ma soprattutto una riscrittura semantica ed emotiva tra suoni, musica e immagine, lasciando ai dialoghi una parte quasi di sottofondo.

Il linguaggio di Kubrick, quello che avrebbe contraddistinto i suoi futuri capolavori, sono racchiusi in questa monumentale opera, grazie al quale il potere dell’immaginazione viene totalmente riscritto, alla luce di una nuova rivoluzione del significato di Superuomo e di civiltà del futuro. Tutto questo utilizzando la musica colta, sradicata per un attimo dal suo contesto più classico, per diventare il motore di un nuovo linguaggio e di una nuova significazione: questo accade per il poema sinfonico di Richard Strauss, che all’epoca del suo esordio, nel 1896, non fu compreso adeguatamente, per diventare molti decenni più tardi, il  tema musicale simbolo di una rivoluzione dell’immagine senza precedenti.

Kubrick insomma, restituisce una nuova vita al musicista tedesco, ma anche ad un altro Strauss: l’austriaco Johann, il cui Valzer del “Danubio Blu”, diventa il sottofondo per rappresentare quel momento unico in cui la penna che esce dal taschino dell’astronauta, s’intervalla ai movimenti della nave in movimento, creando una sorta di danza cosmica tra uomo, macchina e universo.

A mezzo secolo dalla sua uscita nelle sale, 2001: Odissea nello spazio, non solo è stato ri-proiettato in versione restaurata, il 4 e 5 giugno, ma come fu per il suo esordio,è riuscito ad ottenere il maggiore incasso delle due giornate. Si calcola che abbia incassato circa 68mila euro; superando leggermente Solo: a Star Wars Story.

Indubbiamente il classico mostra sempre il suo fascino, anche tra i più giovani, ma se un opera del genere, dopo 50 è ancora così attuale e innovativa, non vi sono altre spiegazioni che possano esplicare il perché, ad oggi si parla di “Opera D’Arte”.

 

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