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Fuochi d’artificio durante la fecondazione

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fecondazione

Per mezzo di una ricerca made in USA sviluppata e condotta da un gruppo di scienziati con a capo la dottoressa Teresa K. Woodruff, attualmente Direttore del Women’s Health Research Institute e Capo della Divisione di Obstetrics and Gynecology-Fertility Preservation presso la Northwestern University con sede a Chicago, per la prima volta si è riusciti nell’intento di “fotografare” l’esatto momento della fecondazione.

In pratica lo studio eseguito su topi da laboratorio, con potenti tecniche di imaging quali la tomografia computerizzatala STEM-EDS (Scanning Transmission Electron Microscopy – energy dispersive spectroscopy) e la XRF (X Ray Fluorescence), ha permesso di osservare come lo spermatozoo penetra nell’ovulo. Il risultato è il rilascio da parte di quest’ultimo di miliardi di atomi di zinco (Zn) che a loro volta provocano letteralmente una miriade di scintille, simili a microscopici fuochi d’artificio.

Atomi di Zn durante la fecondazione
Atomi di Zn durante la fecondazione

La vera novità, ha spiegato la Woodruff, è che le informazioni ottenute potranno aiutare a comprendere in maniera più dettagliata sia il processo di fecondazione, sia le tecniche in vitro utilizzate; questo perché da studi precedenti era già noto lo stretto legame tra i livelli di zinco ed i processi biochimici che avvengono dall’ovulo fecondato all’embrione.

Lo studio è stato pubblicato su una delle riviste più note al mondo, Nature Chemistry. La ricercatrice ha aggiunto che:

“il quantitativo di zinco rilasciato da un ovulo può essere un ottimo indicatore per identificare un ovulo fertilizzato di buona qualità, qualcosa che al momento non possiamo fare. Se riuscissimo a identificare gli ovuli migliori, potremmo trasferire un numero minore di embrioni durante i trattamenti per la fertilità“.

L’altra grande novità risiede nella messa a punto di un nuovo sensore fluorescente progettato per tracciare la presenza di Zn nelle cellule viventi. Ciò ha permesso al team di scoprire che all’interno di un ovulo sono presenti, sotto la superficie, circa 8.000 “pacchetti”, contenenti ciascuno circa un milione di atomi di Zn che vengono rilasciati con un tale sincronismo durante la fecondazione.

Il dottor Thomas V. O’Halloran, coautore della ricerca, ha infatti descritto che:

“al momento della fecondazione, vediamo che l’ovulo rilascia migliaia di pacchetti, ognuno dei quali emette un milione di atomi di zinco, e poi si ferma. Poi c’è un’altra esplosione di zinco. Ogni ovulo ha quattro o cinque di queste esplosioni periodiche. È bellissimo da vedere, è orchestrato proprio come una sinfonia. Sapevamo che l’ovulo rilasciava grandi quantità di zinco, ma non avevamo idea di come facesse”.

Ulteriori studi, afferma infine la dottoressa Woodruff, avranno il compito di cercare un’eventuale correlazione tra lo Zn e la qualità dell’ovulo al fine di migliorare le cure sull’infertilità.