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Isis: bambini usati come combattenti

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Si è ormai abituati all’orrore degli jihadisti dello Stato Islamico, che fanno parlare di sé attraverso video di decapitazioni e ultimamente anche di roghi in cui i traditori vengono bruciati vivi. Le Nazioni Unite, negli ultimi giorni, hanno diffuso un documento in cui viene spiegato come il gruppo terroristico cattura i bambini e li addestra per combattere la loro guerra, ma non solo.

I bambini, innanzitutto, vengono rapiti oppure sono le famiglie stesse che le vendono alle cellule jihadiste. In seguito, i bambini vengono seviziati e picchiati per rendere quasi impossibili piegarli sotto il fuoco nemico, assicurandosi così che combatteranno fino alla morte. Ma molti di questi bambini – alcuni affetti anche da disabilità – non vengono solamente addestrati al combattimento, difatti alcuni vengono puniti attraverso la crocifissione o sepolti vivi, mentre altri vengono sottoposti ad abusi sessuali. I più, invece, vengono usati come scudi umani, o fatti esplodere come kamikaze. I più “fortunati” vengono posizionati a controllare le loro basi e alla fabbricazione di bombe.

A rendere pubbliche queste informazioni è stato Renate Winter, membro del Comitato dei Diritti dei Minori dell’ONU, che assieme ad altri esperti hanno approfondito l’analisi su come venivano utilizzati i minori dai gruppi armati. Winter, dopo la diffusione della relazione, ha chiesto pubblicamente a Baghdad di trovare un modo per proteggere i bambini, affinché non vengano più usati come combattenti.

Renate Winter ha però precisato che la violazione dei diritti dei minori in quelle zone non è colpa solamente dei gruppi islamici, senza però precisare a chi bisogna far ricadere la colpa di questi abusi.

di Alessandro Bovo

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