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Tafanos: la nuova horror comedy che non supera le intenzioni

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Nell’immaginario surrealistico del nome “Tafanos“, verrebbe naturale pensare all’ennesimo progetto grottesco e parodistico- demenziale, capace di riunire personaggi eclettici differenti; da Maccio Capatonda a Rocco Tanica ed Elio e cosi via. Invece il film per la tv prodotto da Minerva e trasmesso ieri sera in esclusiva da Sky, si presenta come un progetto originale e di qualità, ma forse un po troppo ardito nelle intenzioni.

Una sorta di horror comedy, che mostra di voler strizzare l’occhio al classico corro italiano degli anni’70, che negli ultimi anni è stato giustamente rivalutato, come precursore di molti generi, ma cerca di mantenersi molto aderente a stereotipi e strutture provenienti da oltre oceano.

Il film, scritto da Andrea Garello e diretto da Riccardo Paletti,  ripropone un modello collaudato di sfruttare linguaggi e stili diversi, votati all’azione scenica, riportando il tutto in una dimensione puramente italiana, ripulendola da quel tipo di scenografia e recitazione di allora, che a tratti risultava anche divertente ma poco realistica.

All’interno della villa in stile liberty, avviene quello a cui i vari B-movie ci hanno abituato, una storia semplice: sette ragazzi che passano un weekend a base di birra e sesso in questa villa, fino a quando non avviene qualcosa di terribile e inspiegabile. In questo caso il protagonista è uno sciame di tafani, geneticamente modificati, che attacca chiunque si trovi sul suo cammino, facendolo a brandelli, come se fossero piranha.

Le vittime predestinate sono questi ragazzi, a cui si aggiungono contadini fascisti, giardinieri fattori e un serial killer appena evaso.

La storia nel complesso è divertente e ben strutturata, specie nel cercare il risvolto scientifico e psicologico alla vicenda, lasciando lo spettatore anche con il dubbio sul vero esito della storia. Così facendo riesce a creare una solida storia cruenta, mantenendo tratti da film adolescenziale.

Anche gli effetti e il trucco, ricordano molto quelli dei film anni’70 e probabilmente l’intento è il medesimo; un po meno quelli digitali, che a tratti risultano troppo artefatti.
Il risultato in linea generale non convince nell’intenzione di creare una vera suspence, veicolando lo spettatore in una vicenda drammatica, che però non riesce a prendere sul serio.

Anche questo potrebbe essere uno spunto, ma ciò che lascia un po stupiti è che Tafanos non fa bene qualcosa che solitamente veniva fatto in maniera semplice e lo fa semplicemente male, sia per azione che per la recitazione dei personaggi.
Non è un film che cerca di mostrare una lezione o di citare qualcosa, ma si riduce ad un prodotto stilisticamente buono e ben diretto e sceneggiato, ma che vuole solo intrattenere un pubblico intermedio, senza un concreto obiettivo.
Possiamo dire che si poteva fare di meglio?

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